"Gelo" tra alleanza sindaco e "Controcorrente": Donegani, "al tavolo ma no a modello Gela"

Il dirigente regionale Miguel Donegani, che non ha mai visto di buon occhio il “modello Gela” (considerato ibrido), ribadisce che la presenza al tavolo regionale dei progressisti, con la tappa gelese, non è una sorta di sdoganamento dell'amministrazione

18 luglio 2026 10:39
"Gelo" tra alleanza sindaco e "Controcorrente": Donegani, "al tavolo ma no a modello Gela" - Donegani e Di Stefano
Donegani e Di Stefano
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Gela. I rapporti politici tra la coalizione del sindaco Terenziano Di Stefano e il gruppo di “Controcorrente-PeR”, a maggior ragione dopo la visita in settimana del leader Ismaele La Vardera, sono ai minimi storici o quasi. Tutti i partiti progressisti, i gruppi civici che sostengono il sindaco e “Controcorrente” si ritroveranno, però, insieme, all'iniziativa pubblica del tavolo regionale d'area prevista, come abbiamo già riferito, lunedì prossimo in città. Gli esponenti del movimento di La Vardera (pur in assenza del loro leader) confermano la presenza. Il dirigente regionale Miguel Donegani, che non ha mai visto di buon occhio il “modello Gela” (considerato ibrido) del primo cittadino, ribadisce però che la presenza al tavolo regionale dei progressisti, con la tappa gelese, non è una sorta di sdoganamento dell'amministrazione locale, anzi. “Controcorrente parteciperà all’incontro in programma lunedì a Gela nell’ambito del percorso promosso dal tavolo regionale del campo progressista. La nostra presenza – dice Donegani - è coerente con quanto condiviso nel corso dell’ultimo incontro dei coordinatori regionali, al quale ho partecipato. In quella sede è stata assunta la decisione di avviare un percorso di ascolto nei territori, coinvolgendo cittadini, associazioni, comitati e realtà locali per confrontarsi sui temi, sulle criticità e sulle possibili soluzioni che riguardano le singole comunità. A Gela questo confronto assume un valore ancora più significativo. Le problematiche della nostra città le conosciamo bene e, come movimento, in questi anni le abbiamo denunciate con determinazione, avanzando proposte concrete dentro e fuori il Consiglio comunale. La nostra presenza non va letta come una condivisione dell’attuale modello politico locale, rispetto al quale restano immutate le nostre distanze. Continuiamo infatti a ritenere che il quadro politico cittadino sia ancora privo della necessaria chiarezza, anche alla luce della presenza nell’attuale governo della città di forze politiche che, a livello regionale, sostengono il governo Schifani. Noi non partecipiamo per condividere un modello politico locale, ma per contribuire a costruire soluzioni ai problemi della città. Perché i problemi di Gela non hanno colore politico, né di partito né di coalizione. È questo il senso della nostra partecipazione: confrontarci sui contenuti, nell’interesse esclusivo della città e dei cittadini, mantenendo autonomia politica, coerenza e piena libertà di giudizio”. Proprio durante la visita di La Vardera, in settimana, giunto in città per la campagna di raccolta firme finalizzata alla revoca del contratto con Siciliacque, il gruppo civico del primo cittadino ha messo in luce come il parlamentare abbia preferito occuparsi della vicenda (già al centro di decisioni del Tar) di Poggio Arena piuttosto che approfondire il caso Timpazzo.

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