Gela, tra crack, armi e “spaccate”: l’allarme della Commissione Antimafia

Crack, armi e spaccate: a Gela cresce l’allarme sicurezza. Cracolici: “La droga alimenta violenza e degrado urbano".

25 maggio 2026 13:03
Gela, tra crack, armi e “spaccate”: l’allarme della Commissione Antimafia -
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Gela. A Gela la criminalità cambia volto e si intreccia sempre più con il disagio sociale. Il traffico di droga, la diffusione delle armi e l’aumento delle “spaccate” ai danni dei commercianti raccontano oggi una città attraversata da una nuova emergenza urbana, dove il crack sta diventando uno dei principali detonatori della violenza.

L’allarme arriva anche dal presidente della Commissione Regionale Antimafia della Sicilia, Antonello Cracolici, che descrive un quadro sempre più preoccupante.

“È da tempo che denuncio la diffusa piazza di spaccio che è diventata la Sicilia, dai piccoli ai grandi comuni. Inevitabilmente questo immenso traffico di droga porta con sé anche il traffico di armi.”

Negli ultimi mesi, a Gela, commercianti e residenti hanno dovuto fare i conti con una lunga sequenza di furti e “spaccate”: vetrine distrutte durante la notte, registratori di cassa svuotati e danni economici spesso superiori al bottino rubato.

Dietro molti di questi episodi ci sarebbe proprio il consumo di crack, una droga a basso costo ma ad altissimo impatto sociale, capace di generare dipendenza immediata e di spingere verso una microcriminalità sempre più aggressiva.

“Probabilmente c’è connesso anche il problema del consumo di droghe, del crack in particolare, quindi l’acquisizione anche per pochi spiccioli di ciò che serve a rifornirsi di droga.”

Ma a preoccupare gli investigatori è soprattutto la diffusione delle armi tra i giovani. Un fenomeno che, secondo la Commissione Antimafia, sta assumendo contorni culturali oltre che criminali.

“Ci sono sempre più armi che sono diventate uno status symbol anche dei giovani, per cui spesso vanno in discoteca armati, con munizioni e pistola come fosse l’ultimo modello di telefonino.”

Non soltanto pistole comuni. Secondo Cracolici, sul territorio circolano anche armi da guerra “in grado di fare molto male”, con il rischio concreto di una escalation della violenza urbana.

Il riferimento è anche ai recenti episodi avvenuti a Palermo, dove colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro alcune vetrine commerciali.

“Abbiamo visto in questi ultimi giorni l’uso che si è fatto ad esempio a Palermo, sparando alle vetrine, ma prima o poi quelle vetrine possono diventare corpi.”

Per il presidente della Commissione Regionale Antimafia il contrasto non può limitarsi soltanto all’azione repressiva delle forze dell’ordine. Serve anche un intervento sociale capace di intercettare il disagio e le dipendenze prima che degenerino.

“Bisogna lavorare molto sui servizi sociali, costruire quella capacità di ascolto e di conoscenza del territorio e delle persone che fanno uso e consumo di droghe, proprio al fine anche di garantire la sicurezza urbana.”

Un’emergenza che a Gela ormai non riguarda più soltanto la criminalità organizzata, ma il tessuto stesso della città: giovani, periferie, dipendenze e paura quotidiana.

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