"Gara a intestarsi la visita di Caruso è imbarazzante", civici: "Serve un rafforzamento vero dell'ospedale"
Per i civici, diventa fondamentale avere riscontri effettivi e rinforzi per i reparti del presidio locale
Gela. Alla corsa a intestarsi il merito dell'arrivo in città, all'ospedale “Vittorio Emanuele”, dell'assessore regionale Marcello Caruso, atteso per la prossima settimana, non si iscrivono i civici di “Una Buona Idea”, consapevoli invece che la mossa del governo regionale sia legata a stretto filo alla mobilitazione avviata dal sindaco Terenziano Di Stefano e dalla sua amministrazione, giunta al ventesimo giorno. Per i civici, diventa fondamentale avere riscontri effettivi e rinforzi per i reparti del presidio locale. “Se non fosse una questione seria, ci sarebbe quasi da sorridere. È francamente imbarazzante assistere alla gara tra Controcorrente, Fratelli d’Italia e Forza Italia per stabilire chi debba intestarsi la visita dell'assessore alla Sanità. Dopo oltre venti giorni di presidio, oltre settemila firme e una comunità che chiede risposte sul proprio ospedale, davvero il problema della politica deve diventare chi ha ottenuto l'appuntamento per primo? La verità è molto più semplice. Questa battaglia – fanno sapere i civici - è partita dal sindaco e dai cittadini ed è diventata una battaglia di tutta la città. Se oggi finalmente la Regione si è accorta di Gela, non è il momento di distribuire medaglie. Anzi, siamo contenti che l’assessore venga a Gela. È un segnale importante. Ma adesso mettiamo da parte passerelle e rivendicazioni. Perché ai cittadini non interessa chi taglierà il nastro o chi potrà dire sono stato io. Interessa sapere quando arriveranno medici, attrezzature, servizi e investimenti. Soprattutto vogliamo capire se l'Asp e la Regione saranno finalmente capaci di rendere il “Vittorio Emanuele” un ospedale davvero attrattivo, mettendo i professionisti nelle condizioni di lavorare con strutture, tecnologie e organizzazione adeguate”. Il concetto, secondo il gruppo di “Una Buona Idea”, è piuttosto semplice “la sanità non è una conquista di partito. È un diritto dei cittadini. L'ospedale di Gela non ha bisogno di padrini: ha bisogno di fatti. L’unico premio è della città e degli ammalati, con un ospedale degno di essere definito tale”.
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