Gaetano Infurna, 18 anni dopo la tragedia Gela gli dedica una strada

Il fratello Damiano, lancia un appello forte, senza giri di parole. Un richiamo alla responsabilità di tutti e, soprattutto, di chi ha il compito di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro.

03 settembre 2026 11:00
Gaetano Infurna, 18 anni dopo la tragedia Gela gli dedica una strada -
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Gela. Aveva appena 21 anni Gaetano Infurna quando, il 13 ottobre 2008, un tragico incidente sul lavoro gli stroncò la vita. Morì con il torace sfondato, mentre svolgeva le proprie mansioni professionali al Nord Italia, dove si era trasferito per lavoro. Sono trascorsi 18 anni, ma il dolore non si è spento. E Gela ha scelto di trasformare il ricordo in un segno concreto: una strada porterà il nome di Gaetano Infurna. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Terenziano Di Stefano, la presidente del Consiglio comunale Paola Giudice e il consigliere comunale Giorannello, insieme ai familiari, ai cittadini e al Comitato di Quartiere Area Urbana n. 2, promotore dell’iniziativa. Un momento particolarmente intenso per la comunità della Parrocchia San Giacomo Maggiore, dove Gaetano era cresciuto. Tra catechismo, Grest e attività di animazione Gaetano ha lasciato un ricordo profondo nella comunità parrocchiale. La celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Luigi Petralia ha preceduto la scopertura della targa. Lacrime, abbracci e tanti ricordi hanno accompagnato una giornata nella quale San Giacomo ha idealmente riabbracciato quel ragazzo che aveva visto crescere. Ma la memoria di Gaetano non può limitarsi a una cerimonia. Il fratello Damiano, lancia un appello forte, senza giri di parole: «Non sono morti bianche, ci sono dei responsabili».

Un richiamo alla responsabilità di tutti e, soprattutto, di chi ha il compito di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ognuno deve fare il proprio dovere, perché i dati sugli incidenti e sulle morti sul lavoro in Italia continuano a essere spaventosi. E dietro quei numeri ci sono nomi, volti, famiglie. C’è Gaetano, 21 anni, partito per lavorare e mai più tornato a casa.

Il Comitato di Quartiere Area Urbana 2 presieduto da Giuseppe Scerra, attraverso questa iniziativa, ha voluto mantenere viva la memoria di un giovane che apparteneva profondamente al quartiere e alla sua comunità. Da oggi una strada porta il suo nome. Ma quella targa deve essere molto più di un ricordo: deve essere un monito. La dignità del lavoro passa anche e soprattutto dalla sicurezza. Perché morire lavorando non può essere considerato un destino inevitabile.

Gaetano aveva 21 anni. Diciotto anni dopo, Gela gli restituisce un posto nella sua città. E attraverso il suo nome rinnova una promessa: non dimenticare e continuare a chiedere che nessun’altra famiglia debba piangere una vittima del lavoro.

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