Frana Niscemi, vertice con la protezione civile: le misure da mettere in campo

Misure per consolidamento

A cura di Redazione Redazione
16 marzo 2026 15:56
Frana Niscemi, vertice con la protezione civile: le misure da mettere in campo  - Il commissario Ciciliano durante una riunione
Il commissario Ciciliano durante una riunione
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Niscemi. Riorganizzazione della rete fognaria e dell'acquedotto, realizzazione di pozzi, costruzione di gallerie drenanti, sistemazione delle reti idrauliche torrentizie e opere di ingegneria naturalistica e di protezione dall'erosione. Sono alcune delle azioni necessarie per la stabilizzazione della frana di Niscemi, presentate dal professor Nicola Casagli, del Centro per la protezione civile dell'Università degli Studi di Firenze, nel corso di una riunione tecnica svoltasi nella sede della Protezione civile per valutare le azioni volte al contenimento della frana che ha interessato l'abitato di Niscemi e l'avvio delle prime demolizioni. Al vertice, presieduto dal Commissario straordinario, prefetto Fabio Ciciliano, hanno partecipato il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, il direttore della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina, rappresentanti della Prefettura di Caltanissetta, consulenti tecnici della Regione Siciliana ed esperti dei Centri di competenza della Protezione civile. Il Dipartimento ha, infatti, attivato l'Università di Firenze e la Fondazione Cima, a cui è stato già affidato lo studio sul reticolo idrografico minore.    "La definizione della zona rossa, la sua successiva riduzione e le azioni che metteremo in campo per la messa in sicurezza del versante - ha detto Ciciliano - sono tutte decisioni che stiamo prendendo dialogando quotidianamente con gli esperti dei nostri Centri di Competenza. Il raccordo con la comunità scientifica è alla base di ogni attività di protezione ma in questo caso, con una frana di tale importanza, diventa ancor più indispensabile.    Allo stesso modo, abbiamo deciso di puntare sulla trasparenza, perché è importante che i cittadini siano correttamente informati, e per questo ho voluto che ogni nuova evidenza scientifica sia immediatamente pubblicata sul sito del Dipartimento della Protezione Civile".

Caltaqua ha invece voluto chiarire che "In queste settimane l’azienda è impegnata contemporaneamente su diversi fronti operativi nel territorio Niscemese, nell’ambito di un ampio programma di interventi finalizzato al continuo miglioramento dell’efficienza della rete idrica. In particolare, sono in corso: le operazioni di switch dalla vecchia rete alla nuova rete idrica, recentemente realizzata; ulteriori attività di ricerca e individuazione delle perdite lungo la rete di distribuzione gli interventi necessari alla disconnessione dei tratti di rete ricadenti nella cosiddetta “zona rossa”. Per quanto riguarda dette attività, poiché la distribuzione è turnata, è necessario che lo scavo rimanga aperto per alcuni giorni prima del riempimento e del suo definitivo ripristino. Ciò avviene per una ragione tecnica precisa: dopo la riparazione è necessario verificare la tenuta della condotta, operazione che può essere effettuata solo quando la rete è nuovamente in pressione, ossia il giorno della successiva distribuzione idrica. Solo dopo aver accertato il corretto funzionamento dell’intervento eseguito, si procede alla chiusura definitiva dello scavo e al ripristino temporaneo della sede stradale, cui seguirà quello definitivo. Caltaqua è consapevole dei disagi che queste attività possono temporaneamente arrecare alla cittadinanza e assicura che tutti gli interventi vengono programmati e realizzati con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto sulla viabilità e sulla vita quotidiana dei cittadini. L’azienda ribadisce inoltre che i lavori in corso rappresentano interventi necessari per migliorare l’efficienza del servizio idrico e ridurre le perdite di rete, con benefici concreti per l’intera comunità".

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