Era la nuova stidda? Dopo le condanne, parte il giudizio d'appello "Agorà"

Gela. Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Caltanissetta, lo scorso febbraio, pronunciò condanne per oltre quarant’anni di carcere. Le decisioni del gup. Adesso, i presunti componenti...

11 dicembre 2014 18:00
Era la nuova stidda? Dopo le condanne, parte il giudizio d'appello "Agorà" -
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Agor.jpgGela. Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Caltanissetta, lo scorso febbraio, pronunciò condanne per oltre quarant’anni di carcere.

Le decisioni del gup. Adesso, i presunti componenti del gruppo della stidda che sarebbe stato capeggiato da Emanuele Palazzo, condannato a sedici anni di reclusione, si presentano davanti ai giudici della corte d’assise d’appello di Caltanissetta. Si è aperto, infatti, il giudizio di secondo grado. Tutti gli imputati hanno fatto ricorso per il tramite dei loro legali. La condanna più dura fu quella pronunciata nei confronti di Palazzo. Due anni e otto mesi, invece, fu la pena stabilita nei confronti del collaboratore di giustizia Davide Nicastro. Quattro anni di reclusione, invece, al fratello Simone. A sei anni ammontò la condanna decisa per Massimiliano Tomaselli. Due anni al giovane Alessandro Peritore e tre anni e sei mesi a Giuseppe Romano. Condanne scattarono anche per Orazio Curva’, Pasquale Sanzo e Emanuele Curva’.

A gennaio la corte d’appello decide. Già il 18 dicembre, spetterà al procuratore generale esporre la propria requisitoria. A gennaio, invece, saranno i primi due difensori, gli avvocati Davide Limoncello e Flavio Sinatra, a sostenere le ragioni dei rispettivi assistiti. I loro interventi sono stati calendarizzati per l’8 gennaio: la decisione potrebbe arrivare, invece, il 22 gennaio, data nella quale saranno gli altri difensori a concludere. Nel pool legale, ci sono anche gli avvocati Salvo Macrì, Maurizio Scicolone, Michele Micalizzi e Nicoletta Cauchi.

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