Eni aumenta quote investimenti per bioraffinerie di Gela e Venezia: "Nel 2030 due milioni tonnellate Saf"
Il biojet, nei piani di Eni, deve diventare un punto fondamentale, a Venezia così come a Gela
Gela. Solo pochi giorni fa, davanti alla crisi internazionale legata al conflitto che tocca intere aree della zona mediorientale e di quella del Golfo Persico, il sindaco Terenziano Di Stefano si è rivolto al governo nazionale. Per il primo cittadino, ci sono tutte le condizioni affinché il sito locale diventi hub per i carburanti destinati all'aviazione, partendo da ciò che già produce la bioraffineria Eni, con la linea Saf. Proprio sui carburanti sostenibili per l'aviazione la multinazionale sembra propendere ancora di più, così come riportano alcuni dati resi noti nella prima trimestrale 2026. Quello che balza all'occhio è l'aumento della quota di investimenti tecnici di Enilive, che passa da 33 milioni di euro a 66 milioni di euro, in larga parte per progetti che riguardano le due bioraffinerie di Venezia e Gela. Sono stati i due siti che per primi vennero riconvertiti per i carburanti sostenibili, superando le linee tradizionali. La bioraffineria di Venezia è in via di sviluppo su tre fronti: i lavori previsti per il ciclo dell'idrogeno e un impianto steam reforming; la deossigenazione destinata all'aumento della capacità totale fino a 600 mila tonnellate annue; l'incremento dei carburanti Saf. Il biojet, nei piani di Eni, deve diventare un punto fondamentale, a Venezia così come a Gela. Nella bioraffineria veneta entro il 2026 è fissato l'avvio di un ulteriore impianto biojet. Gela viaggia con una linea di produzione Saf da 400 mila tonnellate annue. Per il 2030, con i due siti, il target stimato è di una produzione totale di oltre due milioni di tonnellate di Saf. Entro l'anno in corso si potrebbe toccare la soglia di un milione di tonnellate.
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