Endometriosi: la malattia invisibile che stravolge la vita delle donne
In città, nonostante tasso di donne malate, non sono presenti centri specializzati e strutture adeguate per la diagnosi e i trattamenti .
Gela. Ci sono giorni in cui alzarsi dal letto diventa impossibile. Giorni segnati da crampi continui, sanguinamenti, dolore così intenso da togliere il respiro. Non è un caso isolato, ma la realtà quotidiana di molte donne che convivono con l’endometriosi, una patologia cronica ancora troppo poco compresa e spesso sottovalutata. A raccontarlo è la farmacista Martina Incorvaia. Sono quasi 2mila le donne che hanno aderito alla sua associazione "Endoreset" che offre supporto e sostegno alle donne che soffrono di endometriosi .
“Sto molto male, fisicamente ho avuto crampi tutto il giorno… ma la parte più impattante è quella mentale”, racconta una donna. Il dolore non è solo fisico: è una condizione che invade ogni aspetto della vita, rendendo difficile pianificare anche le attività più semplici. Impegni annullati all’ultimo momento, giornate trascorse a letto, senso di frustrazione e perdita di controllo.
L’endometriosi non si limita a colpire il corpo. È una malattia che impatta profondamente anche sulla sfera psicologica. L’imprevedibilità dei sintomi genera ansia costante: non sapere quando arriverà il prossimo episodio di dolore o quanto durerà logora nel tempo. In molti casi si sviluppano anche stati depressivi, alimentati dal senso di isolamento e incomprensione.
“Non ho più vita sociale”, racconta un’altra paziente. Le uscite diventano rare, i rapporti si diradano. Spesso amici e conoscenti faticano a comprendere la gravità della situazione, portando le donne a sentirsi giudicate o non credute.
Uno degli aspetti più delicati riguarda le relazioni. L’endometriosi può compromettere la fertilità, trasformando il desiderio di diventare madre in un percorso complesso e, a volte, doloroso. “Dopo diverse FIVET non ho più speranza”, confessa una donna, evidenziando il peso emotivo di tentativi falliti.
Anche la vita di coppia può risentirne. Il dolore durante i rapporti, le limitazioni fisiche e l’impatto psicologico mettono a dura prova la relazione. Non tutti i partner riescono a comprendere o sostenere una condizione così impegnativa, e questo può portare a rotture e solitudine.
Sul piano lavorativo, la situazione è altrettanto critica. Molte donne sono costrette ad assentarsi frequentemente a causa del dolore, delle visite mediche e delle terapie. Tuttavia, l’endometriosi non è ancora adeguatamente riconosciuta come malattia invalidante.
“Sono un’insegnante in malattia, non riesco a rientrare a lavoro”, racconta una paziente. “La cosa che fa più male è non essere creduti nemmeno dallo Stato.”
Nonostante alcune esenzioni, spesso non esistono tutele sufficienti. Questo porta molte donne a perdere il lavoro o a rinunciare a opportunità professionali, aggravando ulteriormente la loro condizione economica e psicologica.
Le terapie ormonali rappresentano uno dei principali strumenti di gestione della malattia, ma non sempre sono efficaci e spesso comportano effetti collaterali importanti: insonnia, aumento di peso, gonfiore, carenze come il ferro basso. “Le terapie non fanno bene… non mi riconosco più”, è una testimonianza ricorrente.
In alcune realtà, come Gela, la situazione è ancora più complessa. L’assenza di centri specializzati e di strutture adeguate rende la diagnosi e il trattamento fortemente dipendenti dal singolo professionista. Non sempre l’endometriosi è visibile con una semplice ecografia, e senza competenze specifiche il rischio è di ritardare ulteriormente la diagnosi.
La laparoscopia, fondamentale sia per la diagnosi che per il trattamento, non è disponibile localmente. Le pazienti sono quindi costrette a spostarsi verso centri di riferimento, affrontando viaggi, costi e ulteriori disagi.
L’endometriosi è una patologia che colpisce a 360 gradi: corpo, mente, relazioni, lavoro. Eppure, continua a essere invisibile agli occhi di molti.
Dietro ogni diagnosi c’è una storia fatta di dolore, rinunce e resilienza. Donne che perdono il lavoro, che vedono incrinarsi le proprie relazioni, che si sentono sole e non ascoltate.
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