Emergenza covid-19 senza nuovi casi, l'ospedale non si adegua e in 3 si curano da casa

Gela. La città conferma il trend positivo, in piena fase 2, di nessun nuovo paziente positivo al covid-19. Anche nel territorio provinciale aumenta l’ottimismo, con le dimissioni del paziente di Musso...

24 maggio 2020 19:09
Emergenza covid-19 senza nuovi casi, l'ospedale non si adegua e in 3 si curano da casa -
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Gela. La città conferma il trend positivo, in piena fase 2, di nessun nuovo paziente positivo al covid-19. Anche nel territorio provinciale aumenta l’ottimismo, con le dimissioni del paziente di Mussomeli guarito e  ricoverato presso l’unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta.

Rimane adesso l’annoso problema legato al ritorno alla normalità degli ospedali che, come il “Vittorio Emanuele”, avevano ceduto importanti unità operative per meglio rispondere all’emergenza legata alla pandemia da corona virus. In totale, nel territorio gelese, sono stati registrati 19 casi, 16 dei quali completamente guariti. Sono 3 i pazienti che completano le cure ma da casa. Un particolare che dovrebbe invogliare la direzione strategica dell’Asp di Caltanissetta, diretta da Alessandro CAltagirone, a dare seguito alle direttive impartite dall’assessore regionale alla Sanità. L’ospedale di via Palazzi dovrebbe ripristinare le quattro unità operative smembrate (Rianimazione, Spdc, Medicina, Malattie infettive) mantenendo l’assistenza per eventuali pazienti affetti da covid-19 e creare un percorso dedicato. Negli scorsi giorni il direttore generale ha dovuto fare i conti con le dimissioni a sorpresa del direttore ad hinterim dell’ospedale “Sant’Elia”, Pasquale Di Mattia, che guidava anche i presidi ospedalieri di San Cataldo e Mussomeli, motivandole con l’ammissione di “situazioni impossibili”. Quella di Di Mattia, dopo è stata resa noto il giorno dopo le indagini che stanno interessando il comparto della sanità siciliana sfociata in arresti. Dall’Asp cl2, dall’inizio dell’anno, sono numerosi i casi di professionisti che hanno preferito rassegnare le dimissioni per andare a lavorare altrove.

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