Due chili di cocaina ai gelesi dal broker calabrese, sono indagati: più di 60 mila euro per l'affare
Due gelesi, Enrico Nastasi (54 anni) e Angelo Lorefice (37 anni), risultano indagati nell'inchiesta dei pm della Dda di Catania, anche se il gip non ha autorizzato, nei loro confronti, alcuna misura restrittiva. Sono sei le misure eseguite
Gela. La cocaina, in quantità notevoli, continuava ad arrivare in città. Per i pm della Dda di Catania, i gelesi si rifornivano da Filippo Brancato e dal figlio, Salvatore Brancato, entrambi di Palagonia, nella provincia etnea, ma il carico giungeva direttamente da un broker calabrese, Antonino Apa. Per i Brancato e per il presunto fornitore calabrese sono state eseguite misure di custodia cautelare in carcere, finalizzate dai carabinieri di Palagonia. Uno dei punti nevralgici dell'indagine era il capannone dei Brancato, che sarebbe stato uno snodo per la droga trasportata dalla Calabria, con camion formalmente di ditte private. Due chili di cocaina, per un totale di circa 66 mila euro, sarebbe stato l'acquisto che secondo gli investigatori venne finalizzato dai gelesi Enrico Nastasi (54 anni) e Angelo Lorefice (37 anni). Nastasi è già stato coinvolto in un'indagine sullo spaccio di droga in città, insieme ai due figli, ed è peraltro accusato di tentato omicidio per spari contro un rivale (ne sta rispondendo in udienza preliminare). Lorefice, invece, è tra gli imputati nel procedimento scaturito dalla maxi inchiesta “Ianus”. Entrambi risultano indagati nell'inchiesta dei pm della Dda di Catania, anche se il gip non ha autorizzato, nei loro confronti, alcuna misura restrittiva. In totale, sono venticinque i nomi inseriti nell'ordinanza. I pm si apprestano alla chiusura indagini. Non solo l'acquisto dei due chili di cocaina, poi da rivendere nella piazza gelese: Nastasi e Lorefice, con i Brancato, avrebbero finalizzato pure la cessione di almeno due chili di hashish. In questo caso, sarebbero stati i gelesi a vendere. Contatti telefonici e incontri, anche in un'area di servizio lungo la statale Gela-Catania, furono monitorati dagli inquirenti. I fatti risalgono a due anni fa e per gli investigatori i due gelesi erano entrati in contatto con il broker calabrese, considerato vicino alle 'ndrine. L'indagine è in corso e negli scorsi giorni sono state eseguite misure restrittive a carico di sei coinvolti, oltre che per Apa e i Brancato, per Angelo Criscione, Francesco Antonio Gulizia e Giuseppe Pillirone, che avrebbero avuto un ruolo operativo nell'affare della droga che passava soprattutto dal capannone dei Brancato.
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