Droga e armi nell'inchiesta "White sheep", sei rinvii a giudizio: abbreviato per Curvà
Il gup del tribunale Serena Berenato, accogliendo la richiesta confermata dal procuratore capo Salvatore Vella, ha disposto il processo
Gela. Ci sono i primi rinvii a giudizio per i coinvolti nell'inchiesta “White sheep”. Droga e armi furono al centro delle attività condotte dai carabinieri, coordinati dai pm della procura. Il gup del tribunale Serena Berenato, accogliendo la richiesta confermata dal procuratore capo Salvatore Vella, ha disposto il processo per Emanuela Antonuccio, Paolo Cavallo, Grazia Mondello, Rosaria Mondello, Orazio Sauna e Mirko Sauna. Sono legati da rapporti familiari o di amicizia agli imputati nei cui confronti vengono concentrate le accuse più pesanti per lo spaccio di droga e la disponibilità di armi. Proprio davanti al gup, ha risposto alle domande della procura e della difesa, il venticinquenne Emanuele Curvà, ritenuto dagli investigatori vero perno per piazzare la droga, principalmente cocaina. La base logistica, monitorata dai carabinieri, era nella zona di Baracche. Curvà ha parlato per oltre due ore, cercando di ridimensionare le contestazioni mosse nei suoi riguardi. Ha optato per il giudizio abbreviato, formalizzato dai difensori, gli avvocati Francesco Salsetta e Filippo Di Mauro. I contatti con i clienti, ricostruiti dagli investigatori, sarebbero stati costanti. Giudizio abbreviato per un altro imputato, Cesare Schembri, assistito dall'avvocato Flavio Sinatra. Le posizioni di Curvà e di Schembri saranno discusse a ottobre. Il patteggiamento è la scelta definita per Carmelo Salvatore Curvà. Sarà giudicato in ordinario, infine, Crocifisso Curvà, padre del venticinquenne Emanuele, a sua volta con contestazioni per reati di droga e armi, queste ultime da collegare a una presunta ritorsione che padre e figlio avrebbero voluto mettere in atto a danno di un altro allevatore locale, in seguito a presunte rivalità. Per le difese (con i legali Francesco Salsetta e Filippo Di Mauro), su quelle armi non ci sarebbero riscontri concreti. Gli altri imputati sono rappresentati dagli avvocati Dario Romano e Giuseppe Fiorenza.
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