Dopo un anno la tavola rotonda del centrodestra, temi e obiettivi per l'alternativa a Di Stefano
La tavola rotonda del centrodestra è chiamata a rimettere insieme tutti i pezzi di una coalizione che nel 2024 sembrava avere la vittoria elettorale in tasca. Domani sera, vertice nella sede FdI
Gela. La tavola rotonda del centrodestra locale, dopo quasi un anno di assenza, torna a prendere forma e lo farà da domani, all'inizio di una settimana molto importante per la città, con la manifestazione a supporto della sanità prevista per sabato prossimo ma alla quale difficilmente il centrodestra dei partiti aderirà. Domani sera, in casa dei meloniani, così come accaduto lo scorso anno, partiti e movimenti d'area faranno il punto sulla situazione in città. Temi e maggiore operatività sono al centro delle riflessioni, dopo un'estate che ha visto il centrodestra, in gran parte, prendere le distanze dalla mobilitazione per la sanità portata avanti dal sindaco Terenziano Di Stefano e dalla sua amministrazione. “Un tavolo operativo” e non soltanto elettorale, così già viene presentato. Rispetto a dodici mesi fa (con il peso di inchieste giudiziarie che sul territorio provinciale qualche certezza politica l'hanno cancellata o quasi), alcune sedie vuote ci saranno, dato che l'ex parlamentare Ars Pino Federico, di recente, ha aderito all'Mpa, in città alleato del sindaco Di Stefano. Gli autonomisti erano già assenti alla prima riunione dell'ottobre 2025. Dovrebbero esserci invece i leghisti, che un anno fa disertarono in polemica con le scelte assunte nel governo cittadino a Caltanissetta. Chiaramente, ci saranno i meloniani che si rifanno al parlamentare Ars Salvatore Scuvera e i forzisti (guidati dal segretario Vincenzo Cirignotta e dal capogruppo consiliare Antonino Biundo), che più volte hanno chiesto il riavvio del tavolo di coalizione. Nella sede FdI, pure gli esponenti di “Gela nova”, tra le new entry nello scenario civico ma di centrodestra. Il segretario del gruppo, l'ex Dc Vincenzo Cascino, negli ultimi giorni è tornato a fare pressing per un confronto d'area. FdI, Forza Italia (ormai lontana dal ciclo Mancuso e impegnata a ricostruire in provincia e in città con ingressi di peso provenienti dall'ex giunta comunale) e Lega, sulla carta, sono i fattori trainanti di una coalizione che annovera inoltre il gruppo di “Noi moderati”, i Liberali, Rinnova così come la Dc e la batteria di indipendenti senza una collocazione di partito (vedi il consigliere comunale Gabriele Pellegrino). Non ci sono notizie ufficiali sulla presenza dei vannacciani di “Futuro nazionale”, che in città hanno strutturato il loro gruppo, affidato all'avvocato Francesco Cagnes, ma che a Roma con il centrodestra ufficiale non sono certamente in ottimi rapporti. Non pare probabile un potenziale riavvicinamento di esponenti che due anni fa sostennero la scissione di “Alleanza per Gela”, tra tutti l'ex presidente del consiglio comunale Salvatore Sammito e l'ex candidato a sindaco e consigliere comunale di lungo corso Salvatore Scerra (al ballottaggio a sostegno di Di Stefano). La tavola rotonda del centrodestra è chiamata a rimettere insieme tutti i pezzi di una coalizione che nel 2024 sembrava avere la vittoria elettorale in tasca ma naufragò al ballottaggio, nonostante il successo parziale al primo turno guidata dall'ingegnere Grazia Cosentino. Bisognerà mettere mano a un'alternativa al governo locale del sindaco Di Stefano, passando comunque dalla prova intermedia delle prossime regionali.
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