Dissesto, dall'ex giunta: "Corte Conti chiara, PeR guardi a casa propria"
Sul dissesto prosegue la contrapposizione
Gela. Il dissesto e le origini della crisi finanziaria del municipio non smettono di porsi come tema di contrapposizione politica, ben oltre gli schieramenti "classici". Il consigliere comunale "PeR" Paolo Cafa' ha legato quanto accaduto ai conti municipali all'azione dell'ex giunta Greco nella quale l'attuale sindaco Terenziano Di Stefano era vice e assessore. Un altro assessore di quella giunta, molto legato politicamente all'avvocato Greco, Salvatore Incardona, ribalta il concetto e chiama in causa gestioni del passato, comprese quelle nelle quali ebbe ruoli il segretario regionale "PeR" Miguel Donegani. "Dispiace constatare come ancora una volta si tenti di rappresentare la realtà dei fatti in modo distorto, alimentando una narrazione che non corrisponde alla verità certificata dagli atti e dagli organismi competenti. È giusto riportare il dibattito politico sui fatti concreti e non su ricostruzioni non vere e strumentali. La precedente amministrazione Greco non ha alcuna responsabilità nella formazione dei debiti del Comune. Quei debiti arrivano da molto lontano e sono stati accumulati nel corso di amministrazioni di sinistra a trazione Pd e successivamente cinquestelle, nelle quali hanno avuto ruoli politici, amministrativi e istituzionali molti esponenti che oggi tentano di impartire lezioni, compresi rappresentanti del movimento "PeR", come Cafà, insieme a Donegani e tanti altri. A certificare tutto questo è la Corte dei Conti, che ha chiaramente ricondotto la massa debitoria a gestioni precedenti", spiega Incardona. Al contempo, l'ex assessore richiama le attività fatte da quella amministrazione sui cantieri, attualmente in essere, e nei processi burocratico finalizzati al post-dissesto. "Chi oggi prova a negare questi risultati o a scaricare responsabilità che appartengono al passato dimentica che i cittadini vedono, valutano e conoscono bene ciò che è stato fatto. L’amministrazione Greco - conclude - ha segnato un vero cambiamento, avviando una trasformazione concreta della città, rilanciandone l’immagine, la cultura e le prospettive di crescita. Le polemiche passano, i fatti restano".
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