Disastro Gela, Comandatore rischia ma gli errori partono da lontano

Un avvio disastroso, una squadra senza anima incapace di reagire anche oggi. Anche a Praia contro un avversario modesto una sconfitta evitabile. La dirigenza decida sul futuro del tecnico e sui rinforzi.

27 settembre 2026 18:20
Disastro Gela, Comandatore rischia ma gli errori partono da lontano -
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Gela. Che sarebbe stato un anno di sofferenza lo si sapeva. Un inizio disastroso invece nessuno se lo sarebbe aspettato. Il Gela continua a perdere ed a preoccupare di più non sono le sconfitte ma il modo in cui maturano. Ed oggi la panchina di Fabio Comandatore per la prima volta traballa davvero. Saranno ore di riflessione da parte della società, presente al gran completo a Praia a Mare. Anche loro, cosi come le centinaia di tifosi che hanno assistito su Youtube alla partita del Gela, si saranno resi conto che si è davanti ad un bivio: dare fiducia all’attuale staff tecnico ma rivoluzionare l’organico, o provare a cambiare per tentare di dare una sterzata.

La partita di oggi è la conferma di una squadra che presenta limiti evidenti, strutturali e caratteriali. Il Praia è una squadra modesta, alla portata del Gela. Sembrava la classica partita da 0-0 ma poi l’ingenuità di Canino, quando i biancazzurri avevano capito che potevano vincerla, ha cambiato tutto. La reazione? Zero totale. Tolto un tiro di Flavio Ferrigno il nulla. Errori su errori, cross sbagliati, nessuna verticalizzazione, nessun inserimento in area di rigore. E’ bastato un golletto per affondare. L’inizio è da retrocessione. Inutile girarci attorno. Tre punti (4 sul campo), frutto di una vittoria, un pari contro un Enna contro cui tutti passeggiano, e poi solo sconfitte. E non sono alibi le assenze di Giuliano (Scuderi ha giocato bene), Ferrigno, Tuccio e Aperi. Contro l’Enna i primi tre c’erano e la musica non era diversa. Il mea culpa dovranno però recitarlo tutti. Facile scagliarsi oggi contro l’allenatore. La dirigenza era convinta che la “gelesità” sarebbe bastata per fare un buon campionato di Serie D. Non è così. Ed il campo lo dimostra. Il problema non è perdere ma la prestazione. Il Gela non riesce mai ad essere pericoloso (tolta la reazione nervosa in 9 contro 11 contro l’Enna). I due centrocampisti avrebbero bisogno di un riferimento vicino e non ce l’hanno. Gli esterni non saltano l’uomo e sbagliano i cross, gli attaccanti poco cattivi. Non a caso i 4 gol sono arrivati da difensori o calci di rigore. La finestra di mercato chiude il 30 settembre. In tre giorni si possono trovare rinforzi adeguati? Complicato. Questione di soldi e fiducia. Circola voce che Nanapere possa andare via. Chi ha i giocatori buoni se li tiene. Occorre trovare scontenti o offrire contratti a rilancio, oppure aspettare risoluzioni contrattuali e attendere novembre per metterli in campo. Tutto maledettamente complicato. Si rischia tanto e capirlo oggi (per noi veramente già da settimane…) sarebbe già tanto per provare a rimediare. In gioco c’è la serie D e questa squadra, allo stato, non può difenderla.

Il lungo viaggio dalla Calabria in Sicilia servirà a Melfa e compagni per riflettere. Serve decisionismo, non attendismo. E la luna di miele con la tifoseria è già finita, come confermano le immagini post partita di Praia a Mare. Il tempo per salvare la stagione c’è. Serve personalità e fortuna…

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