Dighe, ancora acqua ai minimi e sta per arrivare l'estate: dati sempre preoccupanti
Il presidente della Regione Renato Schifani ha annunciato che l'estate imminente “sarà serena” per gli agricoltori dell'isola, considerando sufficienti i quantitativi d'acqua invasati. La realtà locale, però, appare tutt'altro che favorevole
Gela. La penuria d'acqua nelle dighe del territorio rimane costante, anche ad aprile, sulla base dei dati che la Regione ha reso noti, attraverso il dipartimento dell'autorità di bacino del distretto idrografico Sicilia. I casi emblematici sono le dighe Comunelli e Disueri, quasi del tutto a secco per criticità strutturali, a oggi mai risolte e che difficilmente potranno trovare una soluzione in tempi stretti. A Comunelli, con una portata totale di otto milioni di metri cubi, ad aprile il dato effettivo è fermo a 0,21 milioni di metri cubi. Per Disueri, la parabola discendente non varia. A fronte di una capacità totale di 23,60 milioni di metri cubi, nel mese in corso il dato è a 0,63 milioni di metri cubi. L'unica fonte di approvvigionamento vera, nonostante le limitazioni tecniche, è Cimia: invaso da dieci milioni di metri cubi, in totale, che ad aprile ha fatto registrare una disponibilità idrica di 3,09 milioni di metri cubi. A causa di una tenuta strutturale che pone forti rischi, l'acqua invasata a Comunelli e Disueri viene costantemente sversata: non finisce nei campi ma in mare, con tutte le conseguenze del caso per migliaia di agricoltori, costretti a limitare al massimo le loro produzioni o addirittura a rinunciarci. Nelle scorse settimane, la Regione, con l'assessorato dell'energia, ha annunciato il finanziamento da cinque milioni di euro per interventi di dragaggio del fondale della diga Cimia. Il presidente Renato Schifani, a sua volta, ha annunciato che l'estate imminente “sarà serena” per gli agricoltori dell'isola, considerando sufficienti i quantitativi d'acqua invasati nei bacini artificiali e richiamando la disponibilità dei tre dissalatori, compreso quello di Gela. La realtà locale, però, appare tutt'altro che favorevole, visti i dati. Le piogge abbondanti dei mesi invernali pare serviranno a ben poco. L'unica eccezione rimane il bacino del Ragoleto (Dirillo), che a fronte di una capacità complessiva di 20,10 milioni di metri cubi ad aprile ha fatto registrare una portata di 16,04 milioni di metri cubi. Si tratta di un invaso che in gran parte è nella disponibilità di Eni e che serve anche zone limitrofe.
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