Di Stefano non cambia e rilancia: "Riflessioni? Siamo sempre in riflessione ma campo sia veramente largo"
Sono parecchie le caselle ancora in divenire, partendo dal presupposto che scossoni veri, in città, non ce ne saranno, salvo che non arrivi l'iniziativa di qualche alleato
Gela. Un doppio livello, nazionale e regionale, su un fronte, e locale, sull'altro, che non risentirà di mutamenti di sorta. Il sindaco Terenziano Di Stefano, in attesa che i suoi alleati, in città, riferiscano dopo il vertice di maggioranza che lui stesso ha voluto, non sembra aprire a mutamenti di sorta, neppure davanti a scelte palesi come quella resa nota dal leader di "Sud chiama nord" Cateno De Luca, che ha messo nero su bianco il patto nazionale con il premier Giorgia Meloni. "Riflessioni da fare? Siamo sempre in riflessione - dice il primo cittadino - ma ritengo che la mia giunta esprima un equilibrio perfetto fra più forze politiche che due anni fa mi hanno sostenuto". Di fatto, il sindaco continua, quindi, a privilegiare gli accordi locali, che mettono insieme gruppi progressisti, con Pd e M5s in testa, i suoi civici, e forze che su base regionale o nazionale stanno in prevalenza nel centrodestra, dall'Mpa agli stessi deluchiani e fino ad Azione di Calenda. Stigmatizzando le tante disamine degli ultimi giorni, per il primo cittadino è proprio questo modello "un vero campo largo". Non da oggi, Di Stefano e i suoi civici, che sono nel tavolo regionale dell'alternativa al centrodestra del presidente Renato Schifani, sono convinti che i progressisti potranno incidere, anche elettoralmente, sull'isola e non solo, costruendo una coalizione che non sia solo ideologica ma guardi a forze centriste e a quelle che non si sono ancora schierate. Se il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola è stato netto, davanti alla decisione di De Luca, invitando l'assessore Filippo Franzone e il suo gruppo "a riflettere e a valutare se stanno con Fratelli d'Italia", il sindaco ancora una volta non sembra per nulla voler tagliare rami all'albero politico di due anni fa. Probabilmente, i tempi non sono ancora maturi e gli stessi civici cercheranno di impostare le proprie decisioni con l'approssimarsi delle scadenze elettorali più significative, tutte concentrate il prossimo anno, visto che il presidente Schifani ha fatto tramontare l'opzione di elezioni anticipate sull'isola. Come abbiamo riferito, in settimana, il sindaco ha sondato il campo anche a Palermo, valutando il progetto del Partito dei sindaci. Sono parecchie le caselle ancora in divenire, partendo dal presupposto che scossoni veri, in città, non ce ne saranno, salvo che non arrivi l'iniziativa di qualche alleato.
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