L'affare della droga

Droga e mafia, il traffico di stupefacenti tra Agrigento e Gela: 25 condanne, sei sono gelesi

Gli investigatori ricostruirono le dinamiche del traffico di droga seguendo gli interessi economici di due clan della provincia agrigentina

02 novembre 2026 15:30
Droga e mafia, il traffico di stupefacenti tra Agrigento e Gela: 25 condanne, sei sono gelesi  -
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Palermo. Il gup del tribunale di Palermo ha appena emesso venticinque condanne per gli imputati coinvolti in una vasta indagine, coordinata dai pm della Dda palermitana, che fece luce su un ingente traffico di droga lungo l'asse tra la zona agrigentina e quella gelese. Tutti gli imputati, che per il tramite delle rispettive difese hanno optato per il giudizio abbreviato, sono stati ritenuti responsabili. Fra questi, sei gelesi. Undici anni e otto mesi sono stati decisi per Rocco Grillo, già coinvolto in altre inchieste sul traffico di droga e sulla gestione dell'affare da parte dei clan. Nove anni e sei mesi per Giuseppe Pasqualino, a sua volta indicato dagli investigatori come punto importante del traffico di droga e coinvolto pure nell'inchiesta "Ianus". Cinque anni e otto mesi per Mirko Salvatore Rapisarda, altro imputato gelese più volte toccato da indagini antidroga. Quattro anni e otto mesi a Giuseppe Piscopo. Infine, due anni e otto mesi per Antonio Salinitro e quattro anni a Rosario Smorta. Era già stato disposto il dibattimento per un altro gelese finito nell'inchiesta, Giuseppe Nicastro, che non ha optato per riti alternativi. La pena più alta è stata inflitta a Pietro Capraro, a vent'anni di reclusione, perché ritenuto il nuovo capomafia del clan di Villaseta. Diciassette anni a Fabrizio Messina, per gli inquirenti a capo del clan di Porto Empedocle (oggi prima della lettura del dispositivo ha reso dichiarazioni dissociandosi dall'organizzazione mafiosa). Gli investigatori ricostruirono le dinamiche del traffico di droga seguendo gli interessi economici dei due clan della provincia agrigentina. Erano oltre cinquanta i coinvolti. Gli imputati genesi sono difesi dai legali Giacomo Ventura, Salvo Macrì, Flavio Sinatra, Davide Limoncello, Filippo Spina e Danilo Tipo.

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