"Decisione Tar su municipale segno di carenze amministrative", Grisanti: "Si pensa solo alle feste"
La bocciatura arriva dai meloniani
Gela. L'opposizione, senza distinzione di sorta tra centrosinistra e centrodestra, parte dalla sentenza del Tar Palermo, che ha dichiarato l'illegittimità degli atti di nomina del comandante della polizia locale Massimo Cozzo, per contestare il modus operandi della giunta del sindaco Terenziano Di Stefano. Ieri, lo ha fatto il gruppo progressista "PeR", che ormai ha ingaggiato un duello politico a distanza con un'amministrazione, in larga parte dello stesso colore politico, e oggi sono i meloniani a sollevare forti contestazioni. "La sentenza del Tar di Palermo che annulla gli atti relativi alla nomina del dottir Massimo Cozzo a comandante della polizia municipale segna una bocciatura politica netta dell’amministrazione comunale. Il tribunale ha rilevato che non è stato osservato il regolamento comunale con conseguente condanna alle spese dell’ente. Una vicenda che non rappresenta solo un errore procedurale, ma è la prova di una gestione amministrativa priva di controllo, incapace di rispettare le regole che essa stessa ha approvato e che ora finirà anche davanti alla Corte dei conti.
Mentre il Tar pronunciava l’illegittimità degli atti, l’amministrazione era impegnata nell’organizzazione delle notti bianche: una scelta che conferma la distanza tra le priorità della città e quelle del governo locale. Lo stesso copione si ripete sul bilancio. Il 4 dicembre 2025 si brindava al riequilibrio, ma otto mesi dopo la città è ancora in dissesto, i cittadini pagano il massimo delle imposte e i creditori attendono i pagamenti dell’Osl. La politica della contentezza ha sostituito la politica della responsabilità", dice Grisanti. Per l'ex presidente della commissione consiliare bilancio, la decisione del Tar sul comandante della polizia locale è la riprova di falle amministrative. "Quanto accaduto non è un episodio isolato ma il segno di un’amministrazione che ha perso il controllo dei procedimenti e della credibilità istituzionale e che ha fatto della contentezza l’unica linea politica da perseguire", conclude.
29.5°