Dall'inchiesta su un giro di prostituzione venne ricostruito un furto: un'assoluzione e una condanna
Gli inquirenti, captando alcune conversazioni, risalirono a un furto messo a segno in un'abitazione
Gela. L'attività di indagine era inizialmente legata a un'inchiesta su un giro di prostituzione in città. Gli inquirenti, captando alcune conversazioni, risalirono a un furto messo a segno in un'abitazione, nella zona di Carrubbazza, dove all'epoca dei fatti viveva una donna di nazionalità romena. Il giudice Flavia Tornetta, al termine del dibattimento, per quei fatti ha assolto un altro cittadino di nazionalità romena Mihai Hutanu, che era ritenuto uno degli autori materiali del furto. Nell'azione vennero portati via due televisori e altrettanti telefoni cellulare. La procura ha chiesto invece la condanna a tre anni e sei mesi. La difesa, con il legale Francesco Enia, ha puntato soprattutto sulle intercettazioni e sull'inutilizzabilità del contenuto, dato che si riferivano a un'indagine diversa. La condanna è stata emessa per un altro imputato, a sua volta cittadino romeno. Avrebbe fatto da palo. La pena è di tre anni di reclusione. Anche un minorenne finì nell'inchiesta, giudicato dalla procura competente.
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