Dal pronto soccorso all'oncologia, troppe carenze: Di Stefano, "Cirrone Cipolla così non va, basta proclami"
Questa mattina, il primo cittadino si è rivolto al direttore sanitario Alfonso Cirrone Cipolla
Gela. Il presidio giunto al ventunesimo giorno, davanti all'ospedale Vittorio Emanuele, continua a essere mantenuto dall'amministrazione comunale e non sarà dismesso almeno fino a quando non arriveranno rinforzi veri nei reparti del nosocomio di Caposoprano. Il sindaco Terenziano Di Stefano lo ha ampiamente ribadito mentre i cittadini continuano a firmare a supporto dell'iniziativa. Anche in questi ultimi giorni, il pronto soccorso ha fatto registrare un numero assai alto di accessi e casi comunque gravi devono attendere prima del trasferimento nei reparti (quando è possibile). C'è chi lamenta non solo il numero ridotto di medici ma pure quello degli infermieri. Il management Asp annuncia nuovi innesti, come nel caso di chirurgia, ma prima bisognerà capire se effettivamente i medici, compresi gli specializzandi (in assenza di rete formativa), prenderanno servizio. Questa mattina, il primo cittadino si è rivolto al direttore sanitario Alfonso Cirrone Cipolla. "È lui il responsabile di questa struttura ospedaliera e dovrebbe dare spiegazioni su ciò che quotidianamente ci viene segnalato dai pazienti - ha detto Di Stefano - compresa la chiusura di altre due stanze destinate ai pazienti oncologici. Cirrone Cipolla, così non va per nulla bene". Come abbiamo riportato, la prossima settimana l'assessore regionale alla salute Marcello Caruso sarà in città per una verifica in ospedale, dopo settimane di mobilitazione. "Ascolteremo ciò che avrà da dirci - sottolinea il sindaco - cercheremo di capire se ci sono novità vere per il nostro ospedale, senza proclami a differenza di quelli fatti da chi qui non si è mai visto".
27.7°