Da Di Paola a De Luca e l'Mpa, Di Stefano li studia: "Verifica si farà, questioni regionali non incidono"
Sicuramente, una parte del gruppo civico che si rifà a Di Stefano guarda con molta attenzione a De Luca e al suo modo di porsi nella gestione pratica, anche amministrativa. "Con De Luca non abbiamo parlato di politica", dice il sindaco
Gela. La vertenza sanità, ormai da ventidue giorni, è una costante nel percorso attuale dell'amministrazione comunale. La prossima settimana, la visita dell'assessore regionale alla salute Marcello Caruso, di fatto, segnerà una sorta di risposta del governo regionale, anche se difficilmente potranno arrivare novità sostanziali. Il sindaco Terenziano Di Stefano ha già ribadito, a più riprese, che la mobilitazione andrà avanti fino a quando non giungeranno segnali tangibili proprio dal governo regionale e dal management Asp, che significa in primis l'arrivo di medici a rafforzare l'organico attuale. Il sindaco non ha messo in cima alla lista delle priorità la casella strettamente politica. In settimana, seppur brevemente, si è intrattenuto con il leader di “Sud chiama nord” Cateno De Luca, arrivato al presidio allestito davanti all'ospedale “Vittorio Emanuele”. “Non abbiamo parlato di politica – sottolinea il sindaco – l'ho ringraziato perché vuole portare all'Ars un provvedimento finalizzato all'aumento delle risorse finanziarie per il nostro ospedale”. Sicuramente, una parte del gruppo civico che si rifà a Di Stefano guarda con molta attenzione a De Luca e al suo modo di porsi nella gestione pratica, anche amministrativa, dato che il parlamentare regionale è pure sindaco di Taormina. Del resto, fra il primo cittadino gelese e lo stesso De Luca interazioni non ne sono mai mancate: il leader di “Sud chiama nord” fu tra i primi a supportare la corsa elettorale di Di Stefano, due anni fa, durante le amministrative, quando ancora sotto la stessa bandiera c'era anche Ismaele La Vardera, oggi invece punta di “Controcorrente”. Come abbiamo riferito, l'arrivo di De Luca non ha riaperto canali di dialogo così convinti con l'area progressista. Abbiamo riportato di un approccio piuttosto scettico tra il sindaco di Taormina e il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola, coordinatore regionale M5s e tra i fautori del campo largo, come alternativa al governo di centrodestra del presidente della Regione Renato Schifani. De Luca tende ad aprire e poi a richiudere le porte in tempi piuttosto serrati e a sua volta Di Paola (spesso presente al presidio) lo ritiene più schierato nel campo del centrodestra. In città, i due poli opposti (almeno fino a oggi) sono tenuti insieme proprio dal sindaco civico, che nella sua giunta ha assessori pentastellati e deluchiani. “Le questioni regionali non possono avere ripercussioni sul piano locale”, precisa Di Stefano. Fra gli alleati non tutti la pensano come lui e settembre, per molti, potrebbe essere il punto di svolta verso una fase due che probabilmente accompagnerà il governo cittadino alle scadenze elettorali del 2027, in primis le urne delle regionali. “Una verifica? La faremo, a settembre – dice ancora il sindaco – dopo due anni di governo, va fatta anche per capire come andare avanti su tutti i temi che stiamo affrontando”. Dai progressisti “senza se e senza ma”, come Di Paola e i dem, passando per i suoi civici e per gli stessi deluchiani e fino all'incognita Mpa (partito che sta nel centrodestra provinciale e regionale ma sostiene la giunta locale), per il sindaco sembra che nessuna opzione sia da ritenersi scontata.
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