Crediti non dovuti per raggirare l'erario, prescrizione chiude il giudizio
I fatti contestati furono accertati per un periodo ricompreso tra 2017 e 2018
Gela. L'accusa mossa agli allora riferimenti societari di un'azienda edile, con sede legale in città, era di aver usufruito di crediti a compensazione dei tributi dovuti all'erario, ma senza averne diritto. La presunta frode contestata dai pm della procura e dai militari della guardia di finanza, che effettuarono gli accertamenti e le verifiche, ammontava a quasi un milione di euro. La vicenda è finita in dibattimento ma il giudice del tribunale, Eva Nicastro, ha dovuto prendere atto, così come la procura, della maturata prescrizione che ha chiuso il procedimento. I fatti contestati furono accertati per un periodo ricompreso tra 2017 e 2018. Il tempo trascorso non ha permesso di portare avanti l'azione in giudizio. Le difese dei due imputati, sostenute dagli avvocati Rocco Cutini e Vittorio Giardino, nelle conclusioni hanno comunque richiesto un'assoluzione nel merito, ritenendo non sussistenti le accuse di frode tributaria. Il giudice ha comunque riconosciuto l'intervenuta prescrizione.
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