"Costante conflitto di interesse", Cosentino decade: le motivazioni, "seggio spetta solo a Cafa'"
Cafa' si insedierà già nei prossimi giorni, al posto dell'ex candidato a sindaco Grazia Cosentino, consigliere di opposizione che lascia Palazzo di Città
Gela. I giudici della Corte d'appello di Caltanissetta, nella vicenda del seggio conteso in consiglio comunale, con le motivazioni pubblicate accolgono in pieno quanto già deciso in primo grado dal collegio civile del tribunale di Gela. Il posto in consiglio va all'avvocato Paolo Cafa', il più suffragato, due anni fa, nella lista "PeR". Si insedierà già nei prossimi giorni, al posto dell'ex candidato a sindaco Grazia Cosentino, consigliere di opposizione che lascia Palazzo di Città. Anche per i giudici di appello nisseni, è incompatibile il suo ruolo bella società Impianti Srr con quello istituzionale. "Del tutto condivisibilmente il tribunale, dopo avere valutato il curriculum della Cosentino, l’organigramma della compagine sociale ove quest’ultima svolge le proprie funzioni, il suo ruolo svolto nonché le concrete attività espletate, negoziali e non, ha sussunto la posizione della Cosentino nell’orbita dell’art. 10, comma primo, n.2 della Legge Regionale n.31 del 24 giugno 1986 avendo ritenuto sussistenti entrambe le condizioni oggettiva e soggettiva, per essere la Cosentino dipendente avente parte nell’espletamento di un pubblico servizio con rilevanti poteri di coordinamento e gestionali all’interno della società presso cui svolge le sue funzioni, in costante conflitto di interesse con il Comune di Gela: da confermare in definitiva si palesa la declaratoria di decadenza di Cosentino Grazia Rita dalla carica di consigliere comunale del Comune di Gela", scrivono i giudici di secondo grado. Inoltre, per i magistrati nisseni non ci sono dubbi sull'attribuzione del seggio a Cafa' e alla lista "PeR". È stata infatti respinta l'azione dell'ex assessore Nadia Gnoffo, prima dei non eletti nella lista di Forza Italia, che invece rivendicava l'attribuzione al partito. "La tesi ermeneutica sostenuta da Paolo Cafà reputa che il seggio relitto vada ripartito tra tutte le liste,.collegate o non collegate al candidato sindaco miglior perdente avuto riguardo al metodo d’Hondt: sulla base di tale ragionamento, in applicazione del criterio del più alto quoziente residuato e non utilizzato, il Tribunale di Gela ha escluso che potessero esservi soggetti diversi da Paolo Cafà quali legittimati a rivendicare il seggio, essendo quest’ultimo risultato primo dei non eletti nella lista “PeR–Progressisti e Rinnovatori” e vantando il nono quoziente successivo più alto residuato e non utilizzato", si legge nelle motivazioni. "In definitiva va ribadita la conclusione che la prededuzione grava su tutte le liste di minoranza perdenti, per il principio dell’onore delle armi, ed inoltre che per questa tipologia di seggio consiliare in caso di vacanza è ammessa l’assegnazione alla lista e al primo della lista che ha riportato il quoziente più alto non utilizzato per l’assegnazione, secondo la graduatoria formatasi col metodo d’Hondt, nel caso in esame in favore di Paolo Cafà", concludono i giudici di appello.
14.8°