Cosentino: "Scerra strinse accordi con Di Stefano e con il centrodestra, puntava a un posto in giunta"
"Scerra rimasto fuori dalla competizione elettorale, per quanto si sia affannato ieri a dichiarare di avere un accordo con il sindaco, ha omesso di dire che, contestualmente, aveva un accordo anche con quel centrodestra che tanto aveva attacato", dice
Gela. Non si sono mai veramente incontrati, sul fronte politico. Tra l'attuale consigliere comunale Grazia Cosentino, due anni fa candidata a sindaco della coalizione di centrodestra, e l'ex consigliere Salvatore Scerra, a sua volta in lizza per la fascia tricolore del 2024, le distanze sono enormi. Come abbiamo riferito, ieri Scerra, durante l'approfondimento giornalistico "Agorà", condotto da Franco Gallo, ha di fatto ribadito l'intesa stretta con il sindaco Terenziano Di Stefano, che gli offri' di fare il consulente dopo le elezioni: soluzione non accettata, però, dall'ex consigliere che si mise alla testa di "Alleanza per Gela", rompendo con il centrodestra ufficiale. "L'accordo con il sindaco Di Stefano c'era già prima del ballottaggio - ha detto ancora - era stato deciso che se uno dei due fosse riuscito a raggiungere il ballottaggio, allora avrebbe appoggiato l'altro". Ha, anche ieri sera, più volte negato di aver avuto intese con il centrodestra per il voto al ballottaggio. Una versione che l'ingegnere Cosentino valuta come una sorta di evidente ambivalenza politica. "In questi anni, mi sono ben guardata dal rilasciare mie analisi politiche su quanto accaduto durante le elezioni. Il silenzio mantenuto, nel mio caso, è stato un esercizio di stile che contraddistingue in generale la mia vita e quindi anche il modo con il quale ho condotto la campagna elettorale. Di certo, però, a seguito di quanto dichiarato da Scerra , la verità non può più attendere. Lo dico senza preamboli.- spiega - durante le fasi giustamente concitate del ballottaggio, l’ex candidato Scerra rimasto fuori dalla competizione elettorale, per quanto si sia affannato ieri a dichiarare di avere un accordo con il sindaco, ha omesso di dire che, contestualmente, aveva un accordo anche con quel centrodestra che tanto aveva attaccato durante la campagna elettorale. A giudicare da quel che ho sentito dalla sua viva voce nella trasmissione "Agorà", aveva quindi un accordo sia con il centrodestra sia con la coalizione del sindaco. Il fine è chiaramente comprensibile a tutti: assicurarsi un posto in giunta con chiunque fosse diventato sindaco". Per Cosentino, si possono porre punti di domanda. "Fu una strategia legittima? Una strategia opportunista? Una strategia da falsario della politica? Non competono a me queste valutazioni di merito. A me compete, piuttosto, ristabilire la verità evitando che la stessa sia macchiata. Se il vaso di Pandora è aperto - continua - e non l’ho di certo aperto io ma Scerra, allora che si scoperchi in onore di una verità che non deve essere macchiata e a me allora l’onore e il dovere di scoperchiarlo". Secondo l'esponente indipendente di centrodestra, la scelta ricaduta su di lei, individuata come candidata a sindaco, fu frutto del merito. "Il centrodestra, allora, scelse me come candidata e io, ancora oggi, mi sento onorata di averlo rappresentato. Non entro nelle dinamiche che portarono a quella scelta, Scerra da quanto ho ascoltato e da quanto già dichiarava in campagna elettorale, preferisce pensare sia stata una scelta imposta dall’alto come se fossi una candidata senza competenza, alla quale la vita stava regalando un biglietto per le stelle. Comprendo la visione distorta di Scerra nell’analizzare i fatti senza tenere conto di un aspetto importante: nella vita come in politica, spesso, chi ci sceglie lo fa sulla base delle nostre capacità, della nostra abnegazione al lavoro e al sacrificio. L’ex candidato, con le sue dichiarazioni - conclude Cosentino - ha solo confermato che il centrodestra fece bene a non scegliere chi, evidentemente, non rappresentava quell'area politica e contemporaneamente stringeva accordi, al ballottaggio, con chiunque, evidentemente, solo per interessi personali. Questione di stile e di competenza".
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