Corteo sanità, il centrodestra smorza la trincea politica: "Ci saremo ma non per Di Stefano"
Il centrodestra sarà in piazza nonostante la vicinanza al management Asp e al direttore generale Salvatore Ficarra
Gela. Stretto tra le mosse di diversi esponenti d'area, schierati pubblicamente per la manifestazione di sabato 3 ottobre, e il trascinamento di una vertenza che va avanti da oltre cinquanta giorni, il centrodestra locale sceglie di aderire al corteo per la sanità. Fino a ieri, la dirigenza forzista, rispondendo all'iniziativa dell'area Greco, aveva ribadito che chi avrebbe partecipato alla manifestazione si sarebbe mosso "a titolo personale". A ventiquattro ore di distanza, il trend cambia. Gli azzurri, i meloniani che hanno sempre contestato il metodo adottato dal sindaco Terenziano Di Stefano e dai suoi alleati, Noi Moderati, Rinnova, Dc, Liberali e Avanti Gela, spiegano che ci saranno ma mantenendo le distanze dall'amministrazione. "Partecipiamo ad esclusiva tutela del diritto alla salute dei gelesi. Scendiamo in piazza esclusivamente per i nostri concittadini e per il futuro dell’ospedale “Vittorio Emanuele” ma la nostra partecipazione non vuole rappresentare in alcun modo un avallo politico a questa amministrazione, alla sua maggioranza e alle iniziative inscenate solo per evidenti esigenze elettoralistiche. Riteniamo anzi doveroso esprimere il nostro profondo dissenso rispetto alle forme di protesta finora messe in atto dal sindaco e dalle forze che lo sostengono. Le iniziative sinora messe in campo dalla sinistra e dai pentastellati non hanno prodotto, a nostro avviso, risposte strutturali adeguate alle esigenze del territorio, rivelandosi strumenti che rischiano di cavalcare la legittima preoccupazione della cittadinanza senza una strategia che vada oltre lo scontro con la Regione e con il management aziendale dell’Asp. La sanità non si governa con lo scontro ideologico o con il populismo, ma attraverso l’efficienza gestionale e una rigorosa programmazione basata sui bisogni reali del territorio.«la nostra area politica ha scelto la via della responsabilità: quella del dialogo pragmatico e delle pressanti interlocuzioni istituzionali con i nostri referenti al governo regionale e con i vertici della sanità. Questo approccio concreto, serio e lontano dai riflettori sta già producendo risultati e consentendo di sbloccare risposte attese da tempo per il nostro nosocomio". Il centrodestra sarà in piazza nonostante la vicinanza al management Asp e al direttore generale Salvatore Ficarra. "La via del dialogo che abbiamo preferito percorrere ha portato già risultati tangibili che lasciano ben sperare: il percorso per la realizzazione del nuovo ospedale di Ponte Olivo, per il quale la Regione ha confermato il finanziamento di 16 milioni di euro per la progettazione e ulteriori 250 per la sua realizzazione; gli importanti interventi già realizzati, in corso o programmati al Vittorio Emanuele, dalla nuova rianimazione, al finanziamento per la ristrutturazione dell’oncologia, agli interventi su urologia e medicina interna al potenziamento dell’area di emergenza-urgenza e dell’Obi, fino all’ impegno per l’apertura dell’Utin; gli investimenti e gli impegni finanziari assunti dall’assessorato regionale alla salute, tra cui 1,1 milioni di euro per i due ascensori dell’ospedale, 350 mila euro per gli interventi sui tetti e sulle infiltrazioni e 700 mila euro per le apparecchiature della terapia Intensiva neonatale; l’azione straordinaria sul personale, con concorsi, graduatorie, assunzioni e, quando necessario, il ricorso a strumenti straordinari per garantire la continuità assistenziale. Non significa che tutti i problemi siano risolti, ma significa che oggi vengono affrontati con procedure e strumenti concreti. C’è senz’altro ancora molto da fare, ma se la volontà di questa amministrazione continua ancora ad essere quella di sfuggire al confronto e ogni volta inasprire i toni del conflitto solo per nascondere le proprie inefficienze e i propri limiti nella conoscenza delle reali dinamiche che governano la sanità locale, non andremo mai da nessuna parte. Il ruolo del sindaco è quello di interloquire nei tavoli istituzionali per far valere i reali bisogni del territorio in sede di pianificazione dei servizi sanitari di zona, mediando con gli altri sindaci in vista della migliore soluzione possibile per i cittadini e per il loro diritto alla salute, garantendo in sede di programmazione la seria e concreta implementazione dei servizi di emergenza del nostro ospedale. Non può pretendere di protestare senza prima aver inciso sulla programmazione che ha invece delegato ad altri sindaci della provincia", aggiungono le segreterie dei partiti e movimenti di centrodestra. La coalizione che cerca di ritrovarsi, a livello cittadino, non intende concedere nulla all'amministrazione comunale che denuncia l'assenza di risposte vere da Asp e Regione. "Il nostro compito, da forze di opposizione, è quello di difendere e garantire comunque una struttura sanitaria capace di erogare i servizi che risultano programmati per il territorio; non possiamo certamente addossarci responsabilità che non ci appartengono. Il nostro impegno è quello di esserci sempre ogni qualvolta si tratti di difendere il territorio, continuando a chiedere e a lavorare perché vengano fissati alcuni punti programmatici imprescindibili per una più efficace risposta sanitaria ai reali bisogni di Gela. Potenziamento immediato delle strutture per il trattamento tempestivo e risolutivo di infarti e patologie cardiovascolari acute. Copertura totale degli organici medici e sanitari per garantire sale operatorie attive e sicure h24. Potenziamento della capacità di gestione delle complicanze neonatali, per porre fine ai drammatici “viaggi della speranza” che colpiscono le famiglie del territorio. Grantire la piena operatività dei reparti, con organici adeguati e continuità assistenziale, assicurando ai cittadini gelesi servizi specialistici fondamentali senza dover ricorrere a trasferimenti fuori città. Sabato saremo presenti per raccogliere il grido d’aiuto della comunità gelese – concludono – perchéla tutela della vita e della salute è un valore che unisce tutti e che per noi rappresentanti dell’area liberale e di centrodestra rappresenta il primo dovere, da uomini e donne delle istituzioni. Il giorno dopo, però, non resteremo sicuramente a presidiare le piazze vuote: torneremo a lavorare come fatto fino ad ora sui tavoli tecnici e istituzionali a Palermo, dove con la forza delle giuste rivendicazioni si decide il futuro sanitario di Gela".
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