Corteo per la sanità, FI si divide: Greco, Incardona, Romano e Sammito, "aderiamo"

La segreteria azzurra, affidata a Vincenzo Cirignotta, invece, non si è espressa e anzi ha più volte sostenuto l'esigenza, insieme al parlamentare Ars Rosetta Cirrone Cipolla, di superare la mobilitazione in atto

29 settembre 2026 18:39
Corteo per la sanità, FI si divide: Greco, Incardona, Romano e Sammito, "aderiamo" - Sammito e Incardona
Sammito e Incardona
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Gela. Nel centrodestra locale che ieri, dopo un anno di assenza, ha rimesso in pista il tavolo di coalizione, la manifestazione per il potenziamento della sanità cittadina, indetta dall'amministrazione comunale per sabato 3 ottobre, ha di fatto creato una sorta di liberi tutti. È già accaduto tra le file di Fratelli d'Italia, partito del tutto distante dalla mobilitazione che va avanti da oltre cinquanta giorni ma con l'ex sindaco di Mussomeli Giuseppe Catania che ha aderito al corteo, e ancora nella Lega, che a dispetto di altri partiti alleati sarà in piazza. Adesso, è la volta di Forza Italia. Il gruppo che si rifà all'ex sindaco Lucio Greco, all'ex assessore Salvatore Incardona, al vicesegretario Carlo Romano e all'ex presidente del consiglio Salvatore Sammito, aderisce alla manifestazione. La segreteria azzurra, affidata a Vincenzo Cirignotta, invece, non si è espressa e anzi ha più volte sostenuto l'esigenza, insieme al parlamentare Ars Rosetta Cirrone Cipolla, di superare la mobilitazione in atto. Dall'area forzista che aderisce al corteo arrivano alcuni chiarimenti anche in merito al ruolo del management Asp. "L’apertura della nuova rianimazione del Vittorio Emanuele è una buona notizia per Gela e per tutto il territorio. Lo diciamo con soddisfazione anche perché oggi si concretizza un investimento per il quale ci siamo battuti anni fa, quando quelle risorse rischiavano di essere destinate altrove, anche al Sant’Elia di Caltanissetta. Da esponenti impegnati quotidianamente in politica, riteniamo doveroso ricordare questo percorso senza trasformarlo in una rivendicazione personale. È una parte della storia amministrativa della nostra città e appartiene a tutti coloro che allora si impegnarono perché quelle risorse rimanessero a Gela.
Per questo riconosciamo all’Asp di Caltanissetta, ai professionisti, ai tecnici e a quanti hanno lavorato al progetto il merito di aver portato finalmente a compimento un’opera importante: una Rianimazione moderna, con dieci posti letto, che rafforza concretamente il nostro ospedale. Ma proprio perché conosciamo la storia e le esigenze del Vittorio Emanuele, riteniamo che questo non possa essere considerato un punto di arrivo. La nuova rianimazione è un punto di partenza. Gela ha bisogno di un ospedale pienamente operativo, con organici adeguati e servizi garantiti nel tempo. Per questo chiediamo all’Asp la massima chiarezza sui numeri: quali sono le nuove unità effettivamente aggiuntive, quali contratti sono stati attivati, quale sarà la loro durata e come verranno garantiti concretamente i servizi e i turni. La nostra posizione non nasce da sfiducia pregiudiziale nei confronti dell’Asp. Al contrario, proprio perché la sanità è una cosa seria, riteniamo che ogni risultato debba essere misurabile e verificabile.
Pronto soccorso, radiologia, chirurgia, terapia semi-intensiva e gli altri servizi essenziali devono avere personale, continuità e tempi certi", fanno sapere. Per gli esponenti dell'ex amministrazione, evidentemente non allineati al gruppo dirigente azzurro, la manifestazione non sarà un'adesione a posizioni politiche. "Abbiamo deciso di aderire alla manifestazione del 3 ottobre perché riteniamo che la difesa del Vittorio Emanuele e del diritto alla salute dei cittadini debba essere una battaglia comune. Saremo in piazza, ma con la nostra identità e la nostra autonomia.
La nostra partecipazione non significa adesione a una parte politica, né delega delle nostre posizioni all’amministrazione comunale. Significa una cosa molto semplice: quando è in gioco la salute dei cittadini, le appartenenze politiche vengono dopo l’interesse della città. Allo stesso tempo, non accetteremo che la manifestazione diventi uno strumento per riscrivere la storia o attribuire responsabilità esclusivamente a una parte politica.
La sanità siciliana è il risultato di scelte e problemi che attraversano stagioni politiche diverse. Oggi, però, non serve una gara a trovare colpevoli: servono soluzioni. È questa la posizione che intendiamo portare in piazza insieme.
Riconosciamo ciò che è stato fatto. Ricordiamo ciò che è stato fatto negli anni passati. Chiediamo ciò che ancora manca. E pretendiamo che gli impegni vengano trasformati in servizi effettivi.
Dopo il 3 ottobre sarà necessario aprire un confronto serio con Asp e Regione, con dati alla mano e obiettivi precisi, sul futuro del Vittorio Emanuele. La nuova rianimazione dimostra che una battaglia istituzionale può produrre risultati anche dopo molti anni. Ora tocca alla politica dimostrare di essere all’altezza delle esigenze della città. Meno polemiche.
Meno annunci. Più personale. Più servizi.
Più risultati. Il Vittorio Emanuele non è di una parte politica. È della città, concludono Greco, Incardona, Romano e Sammito.

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