Coperta corta sanità, a Caltanissetta no a spostamento medici a Gela: in settimana Caruso tornerà in città?
Non ci sono ancora certezze che la data annunciata, quella del 25 settembre, sarà effettivamente osservata nell'agenda dell'esponente del governo Schifani
Gela. Le esigenze manifestate dall'amministrazione comunale in quasi cinquanta giorni di presidio davanti all'ospedale Vittorio Emanuele, attualmente, salvo impegni assunti dal governo regionale, su un piano pratico stentano a trovare effettiva copertura. La diatriba politica è un fiume in piena, con i forzisti, in primis, che difendono l'operato del manager Asp Salvatore Ficarra, espressione del governo regionale, invece assai criticato dal sindaco Terenziano Di Stefano e da altri primi cittadini del territorio. Qualcosa non gira per il verso giusto e la coperta corta, in termini di risorse e personale, emerge pure sul fronte sindacale. La Fp-Cgil provinciale non condivide lo spostamento di medici dal pronto soccorso di Caltanissetta a quello di Gela, sempre che si concretizzi del tutto. "Il pronto soccorso di Gela deve essere sostenuto e potenziato, ma non è accettabile che per farlo si sottraggano sistematicamente medici al Sant’Elia di Caltanissetta, che vive a sua volta una grave carenza di personale. Non si può salvare un ospedale mettendone in crisi un altro - dice il segretario Sandro Pagaria - se un turno è già adeguatamente coperto, bisogna spiegare perché si ritenga necessario sottrarre un medico al Sant’Elia per aggiungerlo a una presenza già consistente a Gela. La carenza di medici riguarda tutta la provincia e proprio per questo ogni professionista deve essere utilizzato sulla base di criteri trasparenti, di effettiva necessità e di razionalità organizzativa". Il concetto non cambia, stando al sindacalista Fp-Cgil. "Prima di ricorrere alle risorse di altri presidi, devono essere verificate tutte le possibilità organizzative interne al Vittorio Emanuele, nel rispetto della normativa, delle competenze professionali e delle esigenze assistenziali delle singole strutture, comprese eventuali professionalità appartenenti a discipline affini o equipollenti. Va inoltre valutato, laddove concretamente possibile, il contributo dei pronto soccorso di Niscemi e Mazzarino, senza compromettere la funzionalità di quei presidi. Non chiediamo di mettere Gela contro Caltanissetta. Chiediamo esattamente il contrario: che l’Asp smetta di gestire l’emergenza mettendo i presidi in competizione tra loro. Gela, Caltanissetta, Mussomeli, Niscemi e Mazzarino hanno tutti diritto a servizi efficienti e sicuri". Il sindacato individua un'assenza di programmazione. "La carenza di personale è un problema reale, ma non può diventare l’alibi per rinunciare alla programmazione. Chi dirige un servizio deve verificare tutte le soluzioni legittimamente praticabili prima di spostare personale da un presidio già in difficoltà. La soluzione definitiva non può che passare da nuove assunzioni, una programmazione stabile dell’emergenza-urgenza e un rafforzamento degli organici, evitando che le criticità vengano semplicemente trasferite da un ospedale all’altro. La salute dei cittadini non può essere organizzata attraverso una gara tra ospedali per accaparrarsi gli stessi pochi medici disponibili. Serve una strategia provinciale: più personale, programmazione e una distribuzione delle risorse coerente con i reali carichi assistenziali". In settimana, almeno stando a quanto riferito durante la sua prima visita di agosto, una verifica ulteriore in ospedale dovrebbe portarla avanti l'assessore regionale alla salute Marcello Caruso. Non ci sono però ancora certezze che la data annunciata, quella del 25 settembre, sarà effettivamente osservata nell'agenda dell'esponente del governo Schifani.
25.0°