"Contributo economico regolare e mai a fini personali", l'assoluzione di Caponetti e della moglie
Per il giudice, è ampiamente comprovata l'azione di Caponetti, negli anni, contro la criminalità organizzata
Gela. Al termine di un lungo giudizio, con le forme del rito abbreviato, lo scorso luglio il gup del tribunale ha assolto l'ex presidente dell'associazione antiracket Renzo Caponetti (poi dimessosi a seguito dell'inchiesta) e la moglie Rocca Lopez. "Perché il fatto non sussiste", questo il contenuto del dispositivo emesso dal giudice rispetto alle contestazioni di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e malversazione. Il gup Roberto Riggio ha depositato le motivazioni, dalle quali emerge la regolarità dell'operato di Caponetti e della consorte, che ottennero un contributo economico per essere stati vittime di "intimidazione ambientale". In uno dei passaggi delle motivazioni, il giudice scrive che "la procedura che ha condotto all'erogazione del beneficio non si è fondata sulle sole dichiarazioni degli interessati, ma ha visto il coinvolgimento della prefettura di Caltanissetta, delle forze di polizia, del nucleo di valutazione, del comitato di solidarietà e dell'ufficio del commissario straordinario del governo, ciascuno chiamato ad esprimere valutazioni sulla fondatezza della domanda e sulla sussistenza dei presupposti previsti dalla legge. La stessa impostazione accusatoria finisce inevitabilmente per postulare che tutti gli organismi coinvolti siano stati tratti in errore da una rappresentazione mendace predisposta dagli imputati ovvero che abbiano completamente omesso gli approfondimenti demandati dalla normativa. Una simile conclusione non appare tuttavia supportata dalle risultanze processuali, le quali dimostrano piuttosto l'esistenza di una istruttoria articolata e caratterizzata da plurimi livelli di verifica". La procura aveva concluso chiedendo la condanna per i coniugi, anche a seguito di accertamenti finanziari. Perizie e documentazione contabile sono state avanzate dalla difesa (con gli avvocati Mario Ceraolo e Rosario Pennisi) durante il giudizio. Per il giudice, è ampiamente comprovata l'azione di Caponetti, negli anni, contro la criminalità organizzata. "L'istruttoria dibattimentale ha ampiamente confermato l'effettiva attività svolta da Caponetti nell'ambito delle associazioni antiracket, l'esistenza di un regime di protezione personale protrattosi per lungo tempo e la sua esposizione pubblica nel contrasto alla criminalità organizzata. Le stesse dichiarazioni provenienti dalle autorità di pubblica sicurezza hanno evidenziato la particolare rilevanza del ruolo assunto dall'imputato nel contesto territoriale di riferimento...e del ruolo ricoperto da Caponetti nell'associazionismo antiracket e della sua consolidata attività di supporto agli imprenditori vittime di estorsione ed usura", riportano le motivazioni. Il magistrato, infine, ha escluso che quel contributo economico sia stato distratto per fini personali. "Nessun elemento istruttorio ha evidenziato che le somme siano state distratte per finalità personali, per investimenti estranei all'impresa, per attività speculative ovvero per scopi incompatibili con la gestione dell'attività economica cui il contributo era riferito", riportano le motivazioni. Con il deposito, parte il termine per eventuali impugnazioni.
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