Consigliere supplente e rappresentanza nelle giunte, all'Ars il dl: può incidere anche in municipio
Se l'Ars dovesse approvare gli atti, allora anche il sindaco Terenziano Di Stefano e i suoi alleati si troverebbero davanti a qualche scelta da finalizzare in tempi stretti
Gela. E' un punto rimasto nel limbo delle scelte regionali ma che potrebbe incidere, non poco, sulle sorti immediate della governance politica a Palazzo di Città. Dalla prossima settimana, salvo eventuali slittamenti, l'Ars inizierà a esaminare il provvedimento sugli enti locali, che tra le altre misure prevede l'introduzione del consigliere supplente e la rappresentanza di genere nelle giunte locali. Non è ancora chiaro se ci saranno spazi, magari con possibili emendamenti, per un ulteriore innesto, attraverso una norma che ampli la composizione delle giunte, nel caso gelese con un posto in più. Chiaramente, non è ancora possibile fare pronostici circa l'eventuale approvazione del disegno di legge. Se l'Ars, sulla base della volontà della maggioranza del presidente Renato Schifani, dovesse approvare gli atti, allora anche il sindaco Terenziano Di Stefano e i suoi alleati si troverebbero davanti a qualche scelta da finalizzare in tempi stretti. La figura del consigliere supplente permetterebbe, ad esempio nel caso dell'attuale assessore dem Giuseppe Fava (al contempo consigliere del partito), il subentro del primo dei non eletti nella lista Pd, con il vicesindaco che potrebbe dedicarsi a tempo pieno all'assessorato ma senza perdere la possibilità di rientrare, successivamente, tra i banchi dell'assemblea cittadina. Anche la rappresentanza di genere in giunta, che aprirebbe a una presenza di almeno il quaranta per cento di assessori donne, potrebbe indurre il primo cittadino a una riorganizzazione interna. Sono solo due le rappresentanze femminili nel governo della città, gli assessori Romina Morselli e Valeria Caci, su un totale di sette. Qualora ci fosse inoltre una volontà dei parlamentari regionali, non è da escludere un potenziale ritorno dell'ipotesi di ampliamento delle giunte, che in questo caso, per Gela, significherebbe un posto in più, passando da sette a otto componenti: a maggior ragione, si delineerebbero scenari politici tutti da analizzare. Tra le norme, infine, quella sul terzo mandato per i Comuni al di sotto dei quindicimila abitanti.Il disegno di legge che contiene “norme riguardanti gli enti locali” è incardinato e inserito all'ordine del giorno dell'Ars, per la prossima settimana, di fatto aprendo il 2026 del parlamento siciliano.
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