Una seconda vita: tra lavoro e studio dopo la tragedia del Covid
Dopo aver perso il marito, prima vittima del Covid a Gela, Concetta Curvà ha ricostruito la sua vita grazie al lavoro, allo studio e alla determinazione.
Gela - Una storia di rinascita nata dalle macerie di una tragedia. Concetta Curvà è una donna che non si è arresa.
L'abbiamo incontrata durante la festa di fine anno del Circolo Arci Le Nuvole. Tra gli animatori e i giovani del Servizio Civile Internazionale c'era anche lei.
Il marito di Concetta fu la prima vittima del Covid a Gela. Un dolore immenso che la lasciò sola a crescere i figli. Una vicenda che, all'epoca, ebbe grande risonanza mediatica.
Poi è arrivata un'opportunità. Grazie al progetto sociale "Open Housing", promosso dal Circolo Arci Le Nuvole, ha trovato lavoro in cucina nella struttura sanitaria di Macchitella.
Ma non si è fermata. Ha continuato a studiare e si è diplomata all'istituto alberghiero come cuoca. Un traguardo raggiunto con sacrificio, tra i turni di lavoro e l'impegno di madre.
Oggi guarda al futuro con fiducia. Dice di essere uscita dal tunnel di quella tragedia grazie alla forza di reagire. La cucina l'ha aiutata a ricostruire la sua vita e quel diploma le ha dato ancora più competenza e sicurezza nel suo lavoro.
Una storia che parla di coraggio, impegno e riscatto.
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