"Con sindaco nessuna flessione, ci confronteremo", Di Paola: "Avanti con lui nei dieci anni purché ci sia unità"
Le scelte che il sindaco e gli altri alleati faranno, in vista delle scadenze del prossimo anno, potrebbero rivelarsi determinanti sul prosieguo di quello che è stato ribattezzato “modello Gela”
Gela. Sono giorni di fermo dall'attività istituzionale, concentrata sulle celebrazioni religiose, molto sentite in città. Tradizionalmente, la politica ne approfitta per valutazioni e interlocuzioni, informali. Vale pure nella maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano che è reduce da settimane a tinte abbastanza forti, nonostante il focus rimanga posto sull'attività amministrativa. “Il sindaco? Penso che ci confronteremo, a breve – dice il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola che in settimana ha accompagnato in un mini tour siciliano il leader pentastellato Giuseppe Conte – rapporti più freddi con Di Stefano? Assolutamente, no. Entrambi arriviamo da un periodo di impegni frequenti che ci hanno assorbiti. Parliamo come abbiamo sempre fatto. Cercherò di rapportarmi anche con il gruppo locale del partito”. Di Paola, inevitabilmente, non può che muoversi in direzione delle regionali del prossimo anno e da tempo la prospettiva è di compattare il campo progressista, nel tentativo di creare un'alternativa vera al centrodestra del presidente Renato Schifani. “Dobbiamo essere uniti – sottolinea il parlamentare – noi stiamo lavorando per creare consistenza nei territori e aggregare tutte le forze che non si rivedono in questo centrodestra. Ci sono spesso sindaci, assessori o consiglieri, che pur non facendo parte di strutture di partito comunque esprimono delle posizioni. Noi vogliamo essere plurali, nel rispetto di un progetto che possa essere coerente. A livello nazionale, M5s, Pd, Avs, Casa riformista e civici, stanno già lavorando insieme. Sul piano regionale, ci sono tanti contenitori, alcuni hanno già delineato la collocazione progressista, come nel caso di Controcorrente, altri invece non ho ancora compreso quale direzione prenderanno. Come ha detto il presidente Conte, non siamo noi a dare la patente progressista”. Pure sulle tante sfaccettature politiche della coalizione del sindaco, che due anni fa vinse le amministrative, con un sostegno pieno di Di Paola, non sono mai mancati i detrattori. C'è chi ritiene il governo locale fin troppo edulcorato da presenze di centrodestra o comunque non strettamente progressiste. Il vicepresidente Ars è calato in un contesto di azione politica regionale e la presenza di Conte, giunto per la seconda volta a Niscemi, per qualche osservatore potrebbe essere una traccia attendibile circa una potenziale candidatura dello stesso Di Paola nella corsa alla presidenza della Regione. “Non sono io a poterlo dire – continua il deputato – in questo frangente, è legittimo che ognuno possa far valere le proprie ambizioni politiche. Lo sta facendo La Vardera con molto entusiasmo. Naturalmente, arriverà un momento nel quale bisognerà mettersi a un tavolo per confrontarsi e per dare consistenza a un progetto politico unitario. Altrimenti, penso che le possibilità di vittoria saranno decisamente ridotte”. Di Paola e i cinquestelle sono per un'unità del campo alternativo a quello del centrodestra, che però non sembra così facile da mettere a regime. Già in città, dove Pd e M5s sono nel governo cittadino, altre forze di centrosinistra hanno scelto di stare all'opposizione. Di Paola, nel 2024, sancì la candidatura a sindaco del civico Di Stefano, come passo finale di un confronto che era già partito tempo prima. Oggi, non trascura quello che sta avvenendo in città. “Davanti a problemi veramente strutturali e con difficoltà enormi, credo che l'amministrazione comunale e il consiglio stiano lavorando al meglio – sottolinea – la giunta? Se ci saranno cambiamenti da apportare, saranno l'esito di una decisione condivisa dal sindaco e dagli alleati. Dovranno essere scelte, secondo me, da legare a una prospettiva di un progetto regionale e nazionale. Parto sempre dal presupposto che quello attuale, in città, è un progetto pensato su dieci anni. Se il sindaco Di Stefano potrà guidarlo? Non mi pare ci siano elementi ostativi, purché ci sia sempre compattezza e la città sia unita. Due anni fa, ci misi la faccia e mi piacerebbe che la città si dimostri sempre unita in questa direzione. Mi pare che il sindaco Di Stefano e la sua amministrazione, tra mille difficoltà, vengano percepiti come un governo del fare”. Il coordinatore regionale M5s, pur senza esporsi direttamente, fa intendere che quello locale dovrà essere uno scenario politico e amministrativo non avulso dai passi che verranno mossi sul versante soprattutto regionale. Le scelte che il sindaco e gli altri alleati faranno, in vista delle scadenze del prossimo anno, potrebbero rivelarsi determinanti sul prosieguo di quello che è stato ribattezzato “modello Gela”.
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