Compostaggio, su offerte acquisto deciso rinvio: quella privata rimane più alta
Tra la strada che porta ai privati (probabilmente del territorio) e quella che va incontro alla continuità pubblica, ballano somme consistenti e l'assemblea sarà chiamata nuovamente a pronunciarsi, forse già in settimana
Gela. Il destino dell'impianto di compostaggio di Brucazzi, fermo da qualche anno e nella proprietà di Ato Cl2 in liquidazione, dovrebbe essere deciso nei prossimi giorni. L'assemblea indetta dal commissario Giuseppe Lucisano, questa mattina, ha votato a maggioranza per un rinvio tecnico, allo scopo di valutare soprattutto la possibilità di un adeguamento dell'offerta di Impianti Srr, la società in house di Srr4 che già gestisce il resto della filiera impiantistica del ciclo territoriale dei rifiuti. La proposta avanzata da un privato rimane, allo stato, più alta di quella pubblica presentata da Impianti e che punta, in primis, a compensare i notevoli crediti maturati dalla società nei confronti dello stesso Ato in liquidazione. Comuni come Gela, Butera e Delia (con il primo cittadino Gianfilippo Bancheri anche presidente del cda di Srr4), hanno ribadito, nel corso della riunione, di sostenere la soluzione pubblica, con la vendita a Impianti Srr. Il commissario Ato Lucisano, da tempo, ha fatto sapere che non si potrà prescindere, nell'interesse di Ato e dei creditori, dall'offerta più elevata. Il Libero Consorzio, con il delegato Filippo Balbo, si è opposto al rinvio, ritenendo che la procedura di vendita vada conclusa prima possibile sulla base dell'offerta maggiore, indipendentemente dalla natura privata o pubblica di chi si aggiudicherà l'impianto. Per il Libero Consorzio la priorità rimane la garanzia per i creditori e la conclusione della lunga fase di liquidazione. Ato completare il processo liquidatorio solo concludendo l'iter della vendita del compostaggio, ultimo vero asset di rilievo ancora nella piena proprietà dell'ambito. Tra la strada che porta ai privati (probabilmente del territorio) e quella che va incontro alla continuità pubblica, ballano somme consistenti e l'assemblea sarà chiamata nuovamente a pronunciarsi, forse già in settimana.
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