Coltellate a un coetaneo, giovane ai domiciliari ma potrà recarsi a lavoro
Gli obblighi dettati dagli arresti domiciliari permangono ma il giovane potrà recarsi sul posto di lavoro
Gela. Le indagini, dopo le coltellate e la contestazione di tentato omicidio, sono attualmente in corso, coordinate dai pm della procura. Per il ventiduenne Croci Emmanuello, che fu arrestato dai poliziotti dopo un'aggressione davanti a un bar di Caposoprano, con il ferimento di un coetaneo, si apre la possibilità di lavorare e trasferirsi fuori dalla Sicilia. Dovrà sempre osservare le restrizioni degli arresti domiciliari, monitorato con il braccialetto elettronico, ma potrà recarsi sul posto di lavoro, in una Regione del nord Italia. Il gip del tribunale ha accolto la richiesta del difensore del giovane, l'avvocato Angelo Licata. Emmanuello, a inizio luglio, lasciò il carcere dove era stato ristretto subito dopo i fatti di Caposoprano. Anche in quel caso venne accolta l'istanza della difesa e fu sottoposto ai domiciliari. Adesso, il gip, per permettergli un tendenziale reinserimento lavorativo, gli ha concesso di lasciare la Sicilia. Gli obblighi dettati dagli arresti domiciliari permangono ma il giovane potrà recarsi sul posto di lavoro e secondo la difesa in questo modo sarà allontanato dal contesto che ha portato ai fatti degli scorsi mesi. Emmanuello, già in fase di interrogatorio, spiegò di essersi difeso da un'aggressione a suo danno. Tesi esclusa dagli inquirenti.
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