"Colianni? Poteva partecipare a consiglio", Di Stefano: "Con alleati andrà fatto ragionamento"

Non sembra incline a trattamenti politicamente di favore verso gli alleati. Punta a proseguire il progetto iniziato nel 2024 ma difficilmente potrà accettare altri potenziali svarioni

14 luglio 2026 19:00
"Colianni? Poteva partecipare a consiglio", Di Stefano: "Con alleati andrà fatto ragionamento" - Il sindaco Di Stefano e l'assessore dem Peppe Di Cristina
Il sindaco Di Stefano e l'assessore dem Peppe Di Cristina
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Gela. Domani sera, il sindaco Terenziano Di Stefano esporrà all'assise civica la relazione sul suo secondo anno di mandato da primo cittadino. Un passo, formale e non solo, dato che arriva dopo giorni complicati, segnati dalla vicenda dell'assessore dem Giuseppe Fava, che ieri ha annunciato di autosospendersi, per i toni eccessivi usati nei riguardi dei consiglieri di opposizione Sara Cavallo e Antonella Di Benedetto. I capitoli amministrativi molto delicati non mancano di certo e il sindaco a tutti gli alleati ha chiesto “attenzione e serenità”. Non si sarebbe aspettato di finire nel ciclone delle accuse mosse a Fava e ai suoi atteggiamenti nel dialogo con i consiglieri. La sospensione arriva in seguito a valutazioni che Di Stefano ha condotto anche con i dem. Più in generale, l'esponente civico non mette assolutamente in discussione “una maggioranza che si è dimostrata fino a oggi compatta”, come ha riportato pure nella relazione del secondo anno di mandato. Di Stefano non si nasconde neanche rispetto a ciò che ha riferito ieri in aula consiliare, nel corso del monotematico su Timpazzo e che ha aperto qualche solco nella prospettiva degli autonomisti dell'Mpa, suoi alleati. “L'assenza dell'assessore regionale Colianni? Poi, ho sentito il portavoce Mpa Caci e mi ha confermato comunque l'attenzione dell'assessore regionale. Però, rimango dell'idea – dice il sindaco - che Colianni avrebbe dovuto partecipare per confrontarsi con il consiglio comunale e rassicurarlo. Lo dirò domani durante la riunione tecnica indetta dall'assessorato regionale sulla vicenda Timpazzo”. I prossimi mesi culmineranno in una “riflessione” generale sullo stato della sua amministrazione. “Sì, era già in preventivo, indipendentemente dalle ultimi vicende – precisa Di Stefano – è fisiologico che dopo due anni c'è chi magari è stanco di questi ritmi o farà valutazioni differenti e non dimentichiamo la prospettiva delle prossime regionali. Un ragionamento con gli alleati andrà fatto. Spero solo che non ci sia la necessità di accelerarlo da subito”. Il capo dell'amministrazione non sembra incline a trattamenti politicamente di favore verso gli alleati. Punta a proseguire il progetto iniziato nel 2024 ma difficilmente potrà accettare altri potenziali svarioni.

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