Cessione compostaggio, Ato chiede lumi a Srr e Impianti: dopo quattro mesi iter in stallo
Ato ha necessità di chiudere il percorso perché, senza l'incasso e la transazione dei debiti con Impianti, non si potrà concludere la lunghissima fase di liquidazione
Gela. L'accordo per la cessione del sistema di compostaggio di contrada Brucazzi, ancora nella proprietà di Ato Cl2 in liquidazione, era stato raggiunto lo scorso maggio, poco prima che l'inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti a Timpazzo azzerasse l'ex management di Impianti Srr, la società in house della Srr4. I vertici di Ato Cl2, dopo oltre quattro mesi, chiedono lumi sia a Impianti sia alla Srr. Il commissario Ato Giuseppe Lucisano ha trasmesso una nota ufficiale, attendendo riscontri sulla finalizzazione dell'accordo transattivo e della cessione. L'intesa per la vendita del compostaggio era stata raggiunta dall'Ato e da Impianti Srr, società che gestisce il servizio rifiuti e la piattaforma di Timpazzo. Gli effetti dell'indagine che ha poi interessato gli ex vertici di Impianti Srr, il sequestro preventivo della società in house e la nomina del commissario giudiziale, hanno fatto finire in secondo piano la procedura per il sistema di Brucazzi. L'accordo prevede il pagamento, da parte di Impianti Srr, di circa seicentomila euro e al contempo la transazione su crediti che la società vanta nei riguardi di Ato, per un totale di almeno un milione di euro. Il sistema di compostaggio, al termine della due diligence, è stato valutato in una soglia di prezzo di un milione e mezzo di euro. Ato ha necessità di chiudere il percorso perché, senza l'incasso e la transazione dei debiti con Impianti, non si potrà concludere la lunghissima fase di liquidazione. Lo scorso anno, il fronte dei sindaci dell'ambito, con in testa il primo cittadino gelese Terenziano Di Stefano, optò per evitare qualsiasi cessione dell'impianto di compostaggio a privati, mantenendolo in un alveo pubblico. Bisogna però finalizzare e completare l'acquisizione da parte di Impianti Srr, che a sua volta deve osservare obblighi stringenti con il sequestro in atto e gli approfondimenti condotti dal commissario giudiziale Marco Valenza, in stretto raccordo con il gip del tribunale nisseno. Il sistema di compostaggio, che finì al centro di un'inchiesta per presunti reati ambientali contestati ai vertici di Ato e della società che ne aveva la gestione, non è a pieno regime ormai da alcuni anni. Il commissario Lucisano, nel tentativo di dare una scossa all'iter, ha scritto a Valenza e al presidente Srr Gianfilippo Bancheri. I sindaci dell'ambito, a loro volta, sono stati messi a conoscenza.
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