"Caso Timpazzo frutto del modello Schifani", Di Paola: "Interrogazione all'Ars"

I pentastellati propongono un modello alternativo e presenteranno un'interrogazione sul caso Timpazzo

03 giugno 2026 15:45
"Caso Timpazzo frutto del modello Schifani", Di Paola: "Interrogazione all'Ars" - La discarica Timpazzo
La discarica Timpazzo
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Gela. La discarica Timpazzo e tutte le vicende, anche giudiziarie, che ruotano intorno alla piattaforma integrata, sono da ritenersi frutto di politiche non in linea con una gestione sostenibile del ciclo rifiuti. Il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola addebita al governo regionale del presidente Renato Schifani pesanti responsabilità. "Mentre la Regione Siciliana raddoppia i conferimenti dei rifiuti in violazione delle più elementari norme a tutela dell’ambiente, la magistratura apre un’inchiesta. La discarica di Timpazzo, allargata a dismisura, destinataria di milioni di euro di fondi regionali, è l’emblema del sistema Schifani. Il nostro plauso alla Dda di Caltanissetta e ai Carabinieri del Reparto territoriale di Gela e del Noe, mentre in Ars stiamo depositando un’interrogazione nella quale, tra le altre richieste, chiediamo di valutare con maggiore rigore ogni nuovo procedimento di autorizzazione. Questo è il sistema che il governo di centrodestra — sottolinea Di Paola — ha alimentato negli anni. Discariche pubbliche finanziate dai siciliani e ora al centro di un’indagine della magistratura. L’ennesima. Un’emergenza che ormai non è più tale, ma una scelta politica deliberata e reiterata da decenni. Il caso più emblematico, e al tempo stesso più grave, riguarda proprio Timpazzo. Negli ultimi anni Schifani, nella sua veste di Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, ha sistematicamente utilizzato ordinanze emergenziali per aumentare i conferimenti nelle discariche siciliane, trasformando il ricorso alla deroga da strumento transitorio in metodo di governo ordinario, come ha certificato la stessa Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Proprio a Timpazzo, il quantitativo di rifiuti conferito è letteralmente raddoppiato: si è passati da 450 tonnellate al giorno, fino ad arrivare a 900 tonnellate al giorno. Nel Piano rifiuti regionale è espressamente previsto un progetto di ampliamento da due milioni di metri cubi, con una nuova vasca destinata a coprire il fabbisogno di smaltimento dell’indifferenziato. Stessa cosa avviene a Palermo con Bellolampo. Ma c’è di peggio. Il presidente Schifani, agitando i due grandi inceneritori di Palermo e Catania come unica soluzione alla crisi, promette ai siciliani la liberazione dalle discariche. Una promessa falsa, e i numeri del suo stesso piano la smentiscono. Nel piano dei rifiuti, inceneritori e discariche coesisteranno e non potrebbe essere altrimenti, visto che i residui dei primi dovranno essere smaltiti. Il piano destina infatti 63,3 milioni di euro agli ampliamenti delle discariche esistenti: denaro pubblico investito non per superare il modello attuale, ma per prolungarlo. Secondo le proiezioni dello stesso governo regionale, nella più rosea e improbabile delle ipotesi, i conferimenti in discarica al 2030 si dovrebbero attestare a circa 140.000 tonnellate all’anno, ma è verosimile che saranno molto più alti. Per i prossimi anni, dunque, centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti continueranno ad essere abbancate nelle discariche, le stesse che oggi finiscono nelle inchieste della magistratura”. I pentastellati propongono un modello alternativo e presenteranno un'interrogazione sul caso Timpazzo. "Mentre depositiamo l’ennesima interrogazione alla Regione, continuiamo a proporre la strada più efficace per la gestione dei rifiuti, ovvero una rete capillare di piccoli impianti di prossimità per il trattamento e il recupero dei materiali che trasformi i rifiuti da problema a risorsa e che sottragga per sempre questo settore strategico agli appetiti di chi vi ha prosperato nell’illecito", conclude il vicepresidente dell’Ars.

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