Caso Rugolo, la partita arriva in Cassazione: incrocio di udienze e ombre sulla Diocesi
Il 14 maggio la Cassazione esamina i ricorsi sulla condanna di Rugolo. Nello stesso giorno il processo al vescovo rischia lo slittamento.
Enna. Si riaccendono i riflettori giudiziari su uno dei casi più delicati degli ultimi anni. Il prossimo 14 maggio, la Corte di Cassazione sarà chiamata a pronunciarsi sui ricorsi presentati dalla Procura generale di Caltanissetta contro la sentenza d’appello che, il primo luglio 2025, ha condannato il sacerdote Giuseppe Rugolo a tre anni di reclusione per violenza sessuale su minori.
Al centro del ricorso, un punto cruciale: la concessione della cosiddetta “tenuità del fatto” per alcuni episodi contestati. Una valutazione che la Procura generale ritiene inadeguata rispetto alla gravità delle accuse.
Nel processo figurano come parti civili Antonio Messina, il giovane la cui denuncia ha fatto partire l’inchiesta, insieme ai suoi familiari e ad alcune associazioni impegnate contro gli abusi.
Ma il 14 maggio potrebbe trasformarsi in una giornata ancora più complessa. Per una coincidenza singolare, nello stesso giorno è fissata a Enna un’altra udienza, collegata indirettamente alla stessa vicenda. Si tratta del processo, con rito abbreviato, per falsa testimonianza che vede imputati il vescovo Rosario Gisana e il sacerdote Vincenzo Murgano.
Un’udienza che avrebbe dovuto svolgersi lo scorso 8 aprile, ma che è stata rinviata per motivi di salute di uno dei legali della difesa. Proprio il 14 maggio erano previste le discussioni delle parti: da un lato Antonio Messina, unica parte civile ammessa in questo procedimento, dall’altro gli imputati.
La concomitanza delle due udienze apre ora a un possibile nuovo rinvio, allungando ulteriormente i tempi di una vicenda giudiziaria già lunga e complessa. Dopo le discussioni, infatti, potrebbe arrivare la sentenza.
Il processo ai due prelati rappresenta l’ultima diramazione di un caso che ha scosso profondamente la comunità locale. Una storia fatta di accuse, silenzi e verità giudiziarie ancora in evoluzione. E il 14 maggio potrebbe essere un altro snodo decisivo.
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