Casa di comunità di via Europa: ascensore guasto e inadatto alle carrozzine
L' ascensore non è idoneo alle carrozzine ed pattualmente fuori servizio.I medici sono costretti a spostarsi al piano terra quando si presenta la necessità di visitare persone che non possono utilizzare scale.
Gela. L’inaugurazione della nuova Casa di Comunità di Via Europa è stata presentata come uno dei simboli del rinnovamento della sanità territoriale a Gela. Una struttura finanziata con fondi del PNRR pari a 5.100.00, destinata a diventare un punto di riferimento per l’assistenza ai cittadini e a rafforzare quella rete di prossimità prevista dalla riforma sanitaria nazionale.
Eppure, a poche settimane dall’apertura, emerge una criticità che rischia di compromettere proprio il principio di accessibilità che dovrebbe essere alla base di ogni presidio sanitario moderno: l’ascensore della struttura non sarebbe idoneo al trasporto delle persone in carrozzina e, per di più, risulterebbe attualmente guasto. Una situazione che appare paradossale. Mentre sul sito dell’ Asp di Caltanissetta si annunciano milioni di euro di investimenti, nuove tecnologie, ristrutturazioni e opere infrastrutturali, un cittadino con disabilità motoria si trova nell’impossibilità di raggiungere autonomamente gli ambulatori di pneumologia, cardiologia ,diabetologia, endocrinologia , reumatologia , dermatologia, geriatria, npi e protocollo collocati ai piani superiori che precedentemente si trovavano in via Butera mentre al piano terra sono stati collocati solamente il centro prelievi e l’ufficio per il pagamento dei ticket.
Stamattina ci siamo recati sul posto per verificare le effettive criticità che sono costretti a vivere gli utenti ed il personale. I medici sono costretti a spostarsi al piano terra quando si presenta la necessità di visitare persone che non possono utilizzare le scale. Un gesto di disponibilità professionale che merita apprezzamento, ma che non può rappresentare la soluzione a un problema strutturale. L’accessibilità non può dipendere dalla buona volontà del personale sanitario; deve essere garantita dall’organizzazione e dalle caratteristiche dell’edificio.
Abbiamo provato a contattare la direzione del presidio ospedaliero senza però ottenere risposta, rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti.
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