"Caruso si dimetta", Donegani e i suoi adesso premono: Di Stefano, "dov'è finito il loro dialogo?"
Il sindaco ha usato i social per richiamare quella che evidentemente considera un'ambivalenza politica
Gela. Domani, parte l'osservatorio permanente convocato dal sindaco Terenziano Di Stefano, in municipio, per fare il punto, insieme a parlamentari regionali, consiglieri comunali e segretari dei partiti di ogni schieramento, sull'attuazione pratica degli impegni assunti da Asp circa il potenziamento dell'ospedale "Vittorio Emanuele". Una valutazione che arriva dopo lunghi mesi di presidio davanti al nosocomio di Caposoprano e di una vertenza sanità che ha portato proprio il sindaco a esporsi, richiedendo le dimissioni del management Asp e dell'assessore regionale Marcello Caruso. Intorno allo stesso esponente del governo Schifani, ieri si sono registrate punzecchiature, più o meno velate. Il sindaco ha usato i social per richiamare quella che evidentemente considera un'ambivalenza politica, guardando al gruppo di "PeR-Controcorrente", senza indicarlo in maniera diretta ma lasciando più di qualche traccia. "Nati Per stupire. Chissà dove sono finiti il dialogo e le notizie in anteprima. Ora si arriva addirittura a chiedere le dimissioni. Eppure, ammettere di aver sbagliato non è un segno di debolezza, ma di maturità, responsabilità e rispetto. Sempre dalla stessa parte, noi", ha scritto il primo cittadino. È evidente che il rimando è alle parole del segretario regionale di "PeR" Miguel Donegani, dirigente regionale "Controcorrente", che proprio ieri era impegnato, insieme al suo gruppo, in un sit-in a Palermo per avanzare pubblicamente la richiesta di dimissioni dell'assessore alla salute Caruso, con il quale invece nei mesi della vertenza sanità dell'amministrazione comunale e del presidio, ha dialogato, prendendo appunto le distanze dalla mobilitazione. Donegani e i suoi hanno fatto sapere, al termine del sit-in palermitano, che le dimissioni di Caruso sono una richiesta da collegare "non agli impegni sull'ospedale Vittorio Emanuele, che continueremo a verificare, ma a una questione morale. Quanto emerso dalle intercettazioni sulla vicenda delle cure palliative è gravissimo. Con i più fragili non si scherza. Le responsabilità giudiziarie saranno accertate nelle sedi competenti, ma sul piano politico riteniamo che le dimissioni di Caruso e Schifani siano un atto dovuto ai siciliani". Di recente, "Controcorrente" ha formalizzato un emendamento, destinato al vaglio dell'Ars, che prevede l'impiego di sedici milioni di euro per il potenziamento dell'ospedale Vittorio Emanuele, fondi Fsc che sulla carta il governo regionale e l'assessore Caruso, nel pieno della vertenza sanità alimentata dall'amministrazione comunale, hanno voluto concentrare sulla progettazione del nuovo ospedale. "Continueremo a lavorare in aula perché gli impegni si trasformino in risultati concreti", ha aggiunto Donegani. Il sindaco conferma invece posizioni molto distanti da quelle dell'ex parlamentare Ars e di "Controcorrente". Ancora una volta, è la sanità (tema segnato da emergenze continue in città) a dividere e non è il solo punto che tiene decisamente distanti il primo cittadino e il gruppo locale di "Controcorrente".
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