Caruso-Donegani, "PeR-Controcorrente" a Di Stefano: "Nessun doppio metro, non c'è mai stato sostegno"
Di Stefano, davanti alle richieste di dimissioni di Caruso, ieri giunte da "Controcorrente" e dal dirigente regionale Miguel Donegani, sui social, senza riferimenti diretti, ha richiamato i contatti e gli incontri tra l'ex parlamentare Ars e l'assessore
Gela. Alla vigilia della prima riunione dell'osservatorio permanente sulla sanità locale, convocata dal sindaco Terenziano Di Stefano, intorno ai rapporti istituzionali con l'assessore regionale alla salute Marcello Caruso il botta e risposta tra lo stesso primo cittadino e il gruppo di "Controcorrente" si fa più intenso. Di Stefano, davanti alle richieste di dimissioni di Caruso, ieri giunte da "Controcorrente" e dal dirigente regionale Miguel Donegani, sui social, senza riferimenti diretti, ha richiamato i contatti e gli incontri che l'ex parlamentare Ars ha avuto, nei mesi della vertenza sanità, proprio con Caruso, senza invece aderire alla mobilitazione cittadina. "Chissà dove sono finiti il dialogo e le notizie in anteprima. Ora si arriva addirittura a chiedere le dimissioni. Eppure, ammettere di aver sbagliato non è un segno di debolezza, ma di maturità, responsabilità e rispetto", ha scritto il primo cittadino. Dal gruppo locale di "PeR-Controcorrente", che già ieri ha tenuto a precisare che le dimissioni non vengono richieste sulla vicenda del potenziamento dell'ospedale "Vittorio Emanuele", è invece la strategia del sindaco a essere messa in discussione. "Il nodo politico è questo: un incontro istituzionale con un assessore regionale non equivale necessariamente a un sostegno politico, così come chiedere le dimissioni dello stesso assessore per una vicenda giudiziaria è una questione distinta. Il sindaco Di Stefano dovrebbe chiarire una questione politica tutt'altro che secondaria. Quando Donegani e "Controcorrente" hanno scelto di dialogare istituzionalmente con l'assessore regionale Marcello Caruso sulla sanità gelese, quel confronto è stato rivendicato come una strategia legittima, alternativa alla mobilitazione promossa dal sindaco. Oggi, però, "Controcorrente" chiede le dimissioni di Caruso e Schifani - dice il segretario locale Francesco Liardo - per la vicenda giudiziaria legata all'avvocato Gaetano Armao. La domanda, allora, è inevitabile: dov'è finito il dialogo tanto rivendicato? E come si concilia quella strategia con la richiesta di dimissioni? I due piani vanno distinti: il confronto istituzionale per ottenere risorse e servizi per l'ospedale di Gela non esclude una presa di posizione politica su fatti che la magistratura sta esaminando. Ma proprio per questo Di Stefano dovrebbe spiegare perché il dialogo istituzionale, quando lo praticano Donegani e Controcorrente, diventa terreno di polemica politica, mentre la richiesta di dimissioni di Caruso apre una questione diversa. A Gela servono chiarezza, coerenza e risposte ai cittadini. Non doppi metri di giudizio".
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