Caretta caretta, a Gela si attende una nuova schiusa di 26 uova

A Gela torna a nidificare la Caretta caretta: dopo il ritrovamento del 5 luglio, i volontari proteggono le uova e preparano il tunnel in attesa della schiusa.

03 settembre 2026 11:05
Caretta caretta, a Gela si attende una nuova schiusa di 26 uova -
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Gela. Una nuova nidificazione di Caretta caretta riaccende l’attenzione sul litorale di Gela e sulla necessità di proteggere uno degli animali simbolo del Mediterraneo. Il nido che protegge 26 uova è stato individuato lo scorso 5 luglio, dopo la segnalazione di una bagnante. Le uova sono state immediatamente messe in sicurezza dai volontari, che da settimane stanno monitorando l’area in attesa della schiusa. Sono ormai trascorsi quasi 60 giorni dalla deposizione e potrebbe essere arrivato il momento tanto atteso: quello in cui le piccole tartarughe inizieranno a risalire dalla sabbia per dirigersi verso il mare. Proprio per accompagnarle nel loro primo, delicatissimo viaggio, ieri pomeriggio i volontari hanno realizzato un tunnel protetto, un corridoio che dovrà indirizzare le tartarughine verso la battigia ed evitare che, una volta emerse, possano perdersi o essere attratte dalle luci artificiali.

Quello scoperto quest’anno non è però il primo nido documentato a Gela. La città ha già assistito ad altre importanti nidificazioni. Nel giugno 2022, sulla spiaggia di contrada Bulala, la Capitaneria di Porto, dopo la segnalazione di un cittadino, individuò un nido con 109 uova, successivamente messo in sicurezza con il supporto del WWF. Un altro episodio risale al 2024, quando sulla spiaggia prospiciente il B-Cool Beach venne individuato un nido dal quale erano già emerse alcune tartarughine. Tre piccoli esemplari furono trovati sulla spiaggia e aiutati a raggiungere il mare.

La nuova nidificazione conferma dunque che anche il litorale gelese può rappresentare un luogo importante per la riproduzione della Caretta caretta. Un patrimonio naturale da tutelare, soprattutto durante la stagione balneare, quando la presenza dell’uomo può rappresentare un rischio per i nidi e per le tartarughine appena nate. I volontari lanciano quindi un appello alla massima attenzione: non avvicinarsi al nido, non oltrepassare le aree protette, evitare luci e rumori e lasciare che le piccole tartarughe seguano il loro istinto verso il mare. Adesso non resta che aspettare. La spiaggia potrebbe presto affollarsi di decine di minuscole tartarughine impegnate nella loro prima corsa verso il Mediterraneo. Un’immagine che, ancora una volta, ricorda quanto sia prezioso e fragile l’ecosistema del nostro litorale.

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