Capuana: dopo il rogo, parte la corsa ai lavori
Il sindaco assicura tempi brevi per la ripartenza delle lezioni, anche se probabilmente le classi saranno temporaneamente dislocate. Ma il danno non è soltanto quello visibile sui muri o sugli impianti.
Gela. Le fiamme hanno lasciato i segni, ma adesso alla scuola Capuana è tempo di ripartire. Dopo il rogo di sabato pomeriggio, che ha danneggiato il plesso di Caposoprano, sono partiti gli interventi per ripristinare gli ambienti e consentire alla comunità scolastica di tornare al più presto nelle proprie aule. L’incendio, confermato di natura dolosa, aveva interessato alcune aule e provocato danni soprattutto al sistema elettrico. Questa mattina sul posto il sindaco Terenziano Di Stefano insieme agli assessori interessati, per verificare l’avanzamento delle operazioni e individuare tutte le soluzioni necessarie. L’obiettivo resta quello annunciato nei giorni scorsi: garantire in tempi brevi la ripartenza delle attività didattiche. Nel frattempo, per non ritardare il percorso scolastico dei bambini, è probabile che le classi siano temporaneamente dislocate in altri spazi.
Ma il danno non è soltanto quello visibile sui muri o sugli impianti. C’è una ferita più difficile da riparare: quella che questo gesto ha lasciato nei bambini. Alunni della scuola primaria e dell’infanzia che devono essere aiutati a comprendere perché qualcuno abbia scelto di entrare nella loro scuola, vandalizzarla e appiccare un incendio. Per gli insegnanti è una sfida educativa che comincia proprio da qui: trasformare quanto accaduto in un’occasione per parlare ai più piccoli di rispetto, responsabilità e senso di comunità. Non sarà quindi soltanto un ritorno tra i banchi. La scuola lavorerà sul rispetto degli spazi comuni, sul valore dei beni pubblici e sull’educazione civica.
E proprio attraverso la scuola si prova a rispondere anche a una crisi educativa che continua a manifestarsi in città. Un tema che va oltre il singolo episodio e che chiama in causa famiglie, istituzioni e comunità educante. Perché dietro un gesto di vandalismo non ci sono soltanto danni materiali: c’è la necessità di interrogarsi sul rapporto dei ragazzi con le regole, con gli altri e con ciò che appartiene a tutti.
Il rogo ha provato a fermare la scuola proprio alla vigilia della ripresa delle lezioni. La risposta, invece, sarà quella di ripartire. Ripartire con i lavori, con le lezioni, con i bambini e con un messaggio preciso: gli spazi comuni si rispettano, perché sono patrimonio di tutti. E se il fuoco ha danneggiato un edificio, sarà l’educazione a dover ricostruire ciò che è più importante: il senso di appartenenza a una comunità.
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