Borsellino e Giordano "uniti dal filo rosso del coraggio": scoperta targa per il commerciante ucciso dai clan
Entrambi, vittime della violenza mafiosa, persero la vita trentaquattro anni fa, in un 1992 che segno' l'ennesimo attacco dei clan allo Stato e a uomini che non sottostarono al giogo dei capi delle organizzazioni
Gela. "Un filo rosso di coraggio e amore per la loro terra" è quello che unisce due uomini, un magistrato del pool antimafia di Palermo e un commerciante di Gela, Paolo Borsellino e Gaetano Giordano. Entrambi, vittime della violenza mafiosa, persero la vita trentaquattro anni fa, in un 1992 che segno' l'ennesimo attacco dei clan allo Stato e a uomini che non sottostarono al giogo dei capi delle organizzazioni. In tribunale, la giunta di Caltanissetta dell'Anm ha ricordato il magistrato, vittima di un attentato mafioso in via D'Amelio (che uccise anche il personale della scorta), e il commerciante, trucidato dai sicari per ritorsione dato che Giordano si oppose al pizzo dettato a tappeto da stidda e Cosa nostra in città. Il presidente della sezione di Caltanissetta dell'Associazione nazionale magistrati, Alessandra Giunta, e il segretario, Fabrizio Giannola, hanno voluto ripercorrere il senso vero del lavoro di Borsellino e di quel no che Giordano impose, lui stesso, alla protervia dei clan. In prima fila, nel pubblico intervenuto, la vedova Giordano, Franca Evangelista, e i figli del coraggioso esercente. È stata scoperta una targa in onore di Giordano, davanti alla commozione orgogliosa della vedova e dei due figli. Dopo trentaquattro anni, il suo ricordo e la sua volontà di non tacere e di non soccombere alle imposizioni mafiose sono un monito per tutti. I magistrati del tribunale e della procura, il presidente del tribunale Roberto Riggio, le forze dell'ordine, gli avvocati della camera penale Eschilo, l'assessore Peppe Di Cristina (in rappresentanza dell'amministrazione comunale), hanno seguito l'intera manifestazione, a trentaquattro anni dagli attentati stragisti di Capaci e via D'Amelio. "Sono iniziative da vivere e sostenere oltre la retorica - spiega Di Cristina - nella consapevolezza che la magistratura è stata sotto attacco e purtroppo continua a esserlo". La proiezione del docu-film "Paolo Borsellino-il fuoco della memoria" ha permesso al regista tv del maxi processo di Palermo, Aldo Sarullo, e al fotoreporter Franco Lannino, di ricordare la Palermo delle stragi e le vite dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uniti da un destino professionale in comune e da una drammatica fine. La giunta Anm ha inoltre donato una somma in denaro a un'associazione scout di Niscemi, che a causa della frana ha dovuto cedere la propria sede.
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