Ambiente e territorio

Biviere, campionamenti e bonifica: ritorna piano di esproprio delle aree private della Riserva

Far combaciare l'interesse pubblico alla tutela naturalistica, in un'area protetta, e quello dei privati, si è sempre rivelato molto difficile

31 ottobre 2026 21:11
Biviere, campionamenti e bonifica: ritorna piano di esproprio delle aree private della Riserva - Una delle aree della Riserva Biviere
Una delle aree della Riserva Biviere
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Gela. Le indagini integrative, disposte dagli uffici regionali nell'ambito del piano di caratterizzazione ambientale dell'area del Biviere, sono ancora in corso e vanno avanti da circa un anno. Il dipartimento regionale acqua e rifiuti ha già autorizzato il campionamento e l'analisi dei top soil allo scopo di “una rapida individuazione delle aree a sospetta contaminazione e della conseguente esclusione delle altre per le quali non verrà confermato il superamento delle Csc”. Proprio le attività di campionamento, preliminari agli interventi di messa in sicurezza e a una successiva bonifica delle aree che nel passato vennero usate per smaltire idrocarburi e non solo, hanno riproposto un'esigenza, non solo pratica. Si tratta dell'esproprio delle aree della Riserva Biviere rimaste ancora private. Il dipartimento acqua e rifiuti ha rinnovato la richiesta, attraverso solleciti. Di fatto, le aree dei privati, ma interne alla Riserva, andrebbero tutto convogliate sotto gestione pubblica. “E' un aspetto che già la legge sulle riserve naturali prevede – dice Emilio Giudice della Lipu che gestisce la Riserva Biviere – vista l'esigenza delle attività finalizzate ai campionamenti per l'eventuale, successiva, bonifica, sarebbe necessario un provvedimento che attesti la pubblica utilità per l'esproprio. Nonostante l'assenza di risorse e personale, noi stessi ci siamo attivati, per l'elenco delle ditte private e per predisporre una bozza di decreto di pubblica utilità. Poi, dovranno essere gli uffici regionali a procedere. Fino a oggi, il dipartimento ambiente e quello acqua e rifiuti non hanno mai seguito una linea unitaria sulla competenza”. Per consentire le attività di campionamento nelle aree private, interne alla Riserva, lo scorso anno il sindaco Terenziano Di Stefano ha emesso ordinanze. La presenza di privati nelle aree interne alla Riserva ha spesso fatto sorgere difficoltà di gestione e non solo. Far combaciare l'interesse pubblico alla tutela naturalistica, in un'area protetta, e quello dei privati, si è sempre rivelato molto difficile.

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