Bilancio, verifiche tecniche: Di Stefano, "poi andremo al ministero, non possiamo più aspettare"
Il bilancio stabilmente riequilibrato, approvato a dicembre dello scorso anno dal consiglio comunale, potrà avere piena efficacia solo con l'assenso ministeriale, vista la condizione di dissesto del Comune
Gela. L'ultima richiesta di integrazioni giunta in municipio dal ministero, con oggetto il bilancio stabilmente riequilibrato, ha riattivato le verifiche interne. In settimana, si è tenuta una riunione tecnica e una seconda è in programma per la prossima settimana. “Sostanzialmente, quasi tutta la documentazione richiesta in questa seconda comunicazione ministeriale era già stata inoltrata – dice il sindaco Terenziano Di Stefano che segue l'iter avendo la delega in materia – ancora una volta, mi è stato confermato che si andrà avanti nella prospettiva dei tre anni, senza necessità di attivare la soluzione dei cinque anni, come proposto invece, tra le opzioni possibili, nella comunicazione ministeriale”. Dopo la verifica della prossima settimana, il sindaco ha intenzione di richiedere un incontro direttamente in sede ministeriale. “Abbiamo adempiuto su tutti i fronti – sottolinea – andremo al ministero determinati. Spiegheremo che il nostro ente non può ancora attendere per avere un bilancio stabilmente riequilibrato. Stiamo facendo miracoli ma rischiamo di perdere finanziamenti che sono andati in avanzo vincolato. Senza bilancio non possiamo usare quelle somme ma la Regione, allo stesso tempo, non garantisce di mantenerle almeno fino a quando non ci sarà il via libera al bilancio, anzi gli stanziamenti vengono poi trasferiti su altri capitoli. Non possiamo più rischiare”. Il bilancio stabilmente riequilibrato, approvato a dicembre dello scorso anno dal consiglio comunale, potrà avere piena efficacia solo con l'assenso ministeriale, vista la condizione di dissesto del Comune. Senza lo strumento finanziario, l'amministrazione comunale fin dall'inizio si è trovata a fronteggiare emergenze costanti senza poter accedere a risorse che, allo stato, sarebbero indispensabili.
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