Avola da urlo, la mano di Marco Cammarata dietro il sogno rossoblù

Il ds gelese Marco Cammarata sogna la Serie D con il suo Avola.

25 maggio 2026 15:15
Avola da urlo, la mano di Marco Cammarata dietro il sogno rossoblù  - Crediti: Calcio Avola 1949
Crediti: Calcio Avola 1949
Condividi

Gela. Prestazione da urlo, da parte dell’Avola, al cospetto dell’Angelo Cristofaro Oppido. L’uragano rossoblù travolge la formazione lucana e indirizza in maniera decisa la serie. Alfò, Figini e Dos Santos decidono la semifinale d’andata della fase playoff nazionale di Eccellenza segnando nel primo tempo e facendo esplodere lo stadio Meno Di Pasquale, in festa dopo la limpida vittoria e con un sogno nel cuore da coltivare. La formazione costruita dal ds gelese Marco Cammarata vola sulle ali dell’entusiasmo.

“Il primo tempo è stato giocato ad alta intensità, non a caso abbiamo siglato tre reti nel giro di un quarto d’ora. Abbiamo incontrato una squadra esperta e organizzata ma noi abbiamo avuto un approccio perfetto alla gara sotto ogni aspetto - dichiara ai nostri microfoni Marco Cammarata, direttore sportivo rossoblù -. Mi hanno detto che uno stadio così pieno, ad Avola, non si era mai visto. C’erano tanti addetti ai lavori e gente proveniente da tutta la provincia e non solo”.

Nelle gare in cui cuore e testa contano più delle gambe, l’Avola difficilmente sbaglia. Ai playoff, non a caso, la formazione guidata da Sirugo ha collezionato tre vittorie in tre gare disputate. L’Atletico Catania, nel primo turno playoff regionale, è stato annientato con un rotondo 4-0. A Vittoria, invece, gli aretusei hanno vinto a domicilio per 2-1. L’approccio con la fase nazionale è stato quello giusto e il 3-0 di ieri ne è la prova.

“La squadra si era un po’ smarrita nel girone di ritorno, ha subito un caso fisiologico. Nelle partite cruciali, però, è venuto fuori l’Avola del girone d’andata - prosegue -. Durante la fase playoff regionale abbiamo conquistato due vittorie importanti e ieri abbiamo confermato quanto di buono era stato fatto nelle due gare precedenti”.

L’Avola sogna la prima volta in D. L’ultima stagione nel calcio che conta risale al 1973, quando gli aretusei militavano in Serie C2. Da lì in poi i rossoblù hanno collezionato diverse apparizioni nei campionati dilettantistici, ma le strade con il professionismo non si sono più incrociate.

“La voglia di regalare la Serie D ad Avola è tanta, questa gente lo merita perché è stata vicina alla squadra tutto l’anno - continua -. Faremo di tutto per centrare l’obiettivo ma siamo ancora a metà dell’opera”.

Fronte Gela, trapelano poche notizie. Il sindaco Terenziano Di Stefano e Toti Vittoria continuano a trattare con diversi soci ma non c’è ancora nulla di concreto. Il tempo stringe e il futuro dei biancazzurri si fa ogni giorno sempre più incerto.

“Da gelese e da tifoso del Gela mi auguro che si possa risolvere al più presto questa situazione con nuovi soci o con una società nuova - conclude -. La Serie D è una categoria semi professionistica e la città di Gela merita di rimanerci”.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela