Ati idrico, non ci sarà più un manager: "Direttore generale troppo costoso, assumeremo due figure tecniche"
Ormai da tempo, la casella del direttore generale era vuota. Durante l'ultima fase della presidenza Conti si cercò di finalizzare una selezione che però non arrivò mai alla conclusione
Gela. L'Ati idrico, che lo scorso anno ha visto il passaggio di consegne alla presidenza dal sindaco di Niscemi Massimiliano Conti a quello di Gela Terenziano Di Stefano, prosegue le attività finalizzate a sovraitendere il ciclo idrico nel territorio provinciale ma non avrà più un manager vero e proprio. Il consiglio di amministrazione ha accolto la proposta avanzata dal presidente Di Stefano. Viene depennata la figura del direttore generale, peraltro vacante da alcuni anni dopo la conclusione dell'incarico ricoperto dall'architetto Antonino Collura, che sotto la presidenza Conti diede il via a diversi investimenti infrastrutturali, occupandosi della gestione dell'Assemblea territoriale idrica, anzitutto rispetto al capitolo dei progetti. La scelta del cda si spiega in un'ottica non solo di risparmio economico ma pure di efficientamento delle attività. “La figura del direttore generale costa all'Ati circa 130 mila euro all'anno – dice Di Stefano – l'Ati riceve un contributo Arera di 500 mila euro all'anno. Se consideriamo la retribuzione spettante al direttore generale e alle unità impiegate, solo il monte stipendi supera la soglia del cinquanta per cento, cosa che non è possibile fare. Abbiamo chiesto un parere alla Corte dei conti ma già sappiamo che la normativa non permette di superare quella soglia, solo con i pagamenti spettanti al personale. L'Ati, attualmente, può contare su due unità a dodici ore settimanali, che sono dipendenti della Provincia, su una figura tecnica stabile e una segreteria. Abbiamo solo una figura tecnica, che teoricamente dovrebbe seguire tutti i progetti. Facendo venire meno il direttore generale, possiamo risparmiare sul monte stipendi e assumere, con concorsi pubblici, due figure tecniche in più, a tempo indeterminato, che si occuperanno dei progetti e dei cantieri. Abbiamo ritenuto che questa soluzione sia la più corretta per le esigenze dell'Ati”. Ormai da tempo, la casella del direttore generale era vuota. Durante l'ultima fase della presidenza Conti si cercò di finalizzare una selezione che però non arrivò mai alla conclusione. Il cda, adesso, ha scelto di dare avvio a una fase diversa, gestionale e di organizzazione interna.
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