"Asp e Regione sorde davanti all'emergenza sanità", Cascio: "Tutto concentrato su Caltanissetta"

Il presidente della commissione consiliare sanità Floriana Cascio sottolinea come sull'emergenza dell'ospedale Vittorio Emanuele non siamo mai giunte vere risposte dalle autorità competenti

05 giugno 2026 12:45
"Asp e Regione sorde davanti all'emergenza sanità", Cascio: "Tutto concentrato su Caltanissetta" - Il presidente della commissione sanità Floriana Cascio
Il presidente della commissione sanità Floriana Cascio
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Gela. "Asp e Regione sorde a ogni richiesta". Il presidente della commissione consiliare sanità Floriana Cascio sottolinea come sull'emergenza dell'ospedale Vittorio Emanuele non siamo mai giunte vere risposte dalle autorità competenti. "Ci sono momenti in cui il silenzio delle istituzioni non è più solo burocrazia, ma diventa una colpa grave. Diventa indifferenza dinanzi alla sofferenza di una comunità. Come presidente della commissione consiliare sanità, sento il dovere e il peso di lanciare un grido d'allarme accorato, disperato e furioso a nome di tutta la città e dell’intero distretto sanitario. Con l’assessore alla sanità Filippo Franzone abbiamo inviato pec ufficiali di denuncia. Abbiamo chiesto, con fermezza e urgenza, incontri formali con i vertici dell'Asp di Caltanissetta, con l’assessore regionale alla sanità. Qual è stata la risposta? Il nulla. Un vuoto assoluto. L'Asp nissena e il governo regionale rimangono sordi, assenti e glaciali di fronte al collasso strutturale dei nostri servizi minimi di assistenza. A Gela la salute non è più un diritto costituzionale, è una roulette russa. I numeri della nostra quotidianità descrivono un bollettino di guerra, non una democrazia europea. Pronto Soccorso al collasso: una struttura ridotta al minimo, dove solo due medici devono fronteggiare le emergenze e le urgenze di una popolazione di oltre 70.000 abitanti. Una pressione disumana per il personale e un pericolo costante per i pazienti. Reparti cancellati con neurologia ormai chiusa. Se un cittadino viene colpito da un infarto o da un aneurisma, la verità è una sola ed è drammatica: qui non abbiamo le attrezzature e l'assistenza necessarie. Veniamo sistematicamente costretti a trasferimenti d'urgenza verso Caltanissetta. Quei chilometri di strada - dice Cascio - equivalgono a minuti vitali che separano la vita dalla morte. L'ortopedia senza ferri e siamo all'assurdo. Un reparto fondamentale dove i medici sono costretti a chiedere attrezzature in prestito ad altri ospedali per poter operare i pazienti. Il deserto della salute mentale con il supporto psicologico ormai inesistente, tanto a livello ospedaliero quanto sul territoriale, lasciando le famiglie sole a gestire fragilità enormi in un momento storico già difficilissimo. Bambini costretti a viaggiare, anche i più piccoli vengono privati della dignità. I bambini diabetici del nostro distretto sono costretti a recarsi a Caltanissetta anche solo per le visite di controllo, perché l'Asp si rifiuta di attivare un centro satellite a Gela che eviterebbe chilometri di disagi a famiglie già provate. Lo scippo delle nostre eccellenze come la nostra Breast Unit, il centro di senologia, che è stata per anni il fiore all’occhiello dell’intera Sicilia grazie al lavoro straordinario del dottor Di Martino. Oggi, nonostante il medico sia andato in pensione e si sia ufficialmente messo a disposizione per continuare a supportare gratuitamente il reparto, l'Asp di Caltanissetta non lo chiama. Si preferisce far morire un'eccellenza piuttosto che ascoltare il territorio. Le persone in città sono disperate. C'è rabbia, c'è paura, c'è il sentimento profondo di essere considerati cittadini di serie B, carne da macello di una gestione sanitaria totalmente Caltanissetta-centrica che sta depredando il nostro ospedale e il nostro territorio. Non arretreremo di un millimetro". Ci saranno nuove iniziative istituzionali. "La commissione sanità e l'assessorato continueranno a fare le barricate. Se Palermo e Caltanissetta pensano di poter continuare a ignorare le nostre pec, sappiano che la nostra prossima protesta non viaggerà sui canali digitali - conclude Cascio - ma si sposterà nelle piazze e nelle sedi opportune. Esigiamo il diritto di curarci nella nostra terra. Esigiamo rispetto per Gela".

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