Area Urbana 9: basta promesse, i residenti chiedono interventi immediati
Tra le priorità evidenziate spicca la messa in sicurezza della Strada Statale 115, arteria fondamentale ma ritenuta pericolosa in diversi tratti.
Gela. Il tempo delle attese sembra essere finito. Lunedì 13 aprile, presso il Palazzo di Città, il sindaco Terenziano Di Stefano ha incontrato il direttivo dell’Area Urbana 9 per affrontare una lunga lista di criticità che da anni pesano sulla qualità della vita dei residenti. All’incontro hanno preso parte la presidente Elisa Brentino, il vicepresidente Giacomo Di Fede e i consiglieri del direttivo, portando sul tavolo questioni ormai non più rinviabili. I quartieri di Manfria, Roccazzelle, Punta Secca, Femmina Morta, Montelungo e la zona nord della città continuano infatti a fare i conti con carenze strutturali e servizi insufficienti.
Tra le priorità evidenziate spicca la messa in sicurezza della Strada Statale 115, arteria fondamentale ma ritenuta pericolosa in diversi tratti. A questa si aggiungono problemi cronici come l’assenza di urbanizzazione in alcune aree, in particolare a Montelungo e nelle zone nord, dove mancano ancora servizi essenziali come rete idrica e fognaria.
Non meno rilevanti le difficoltà legate alla gestione dell’acqua: molti cittadini sono ancora costretti a ricorrere alle cisterne, con costi ritenuti eccessivi e senza una reale alternativa. Sul fronte del decoro urbano, i residenti denunciano l’assenza di toponomastica, la scarsa manutenzione del verde pubblico e condizioni di degrado diffuse, tra strade dissestate e vegetazione invasiva che compromette la sicurezza. Nel corso del confronto si è discusso anche della necessità di interventi su spazi pubblici, come il campetto di via delle Sorbe, e di un maggiore controllo sulla gestione dei rifiuti, oltre alla verifica delle numerose segnalazioni già inoltrate negli anni.Il sindaco ha mostrato apertura e disponibilità, assicurando l’attivazione degli uffici competenti per avviare un percorso di risoluzione delle problematiche. Un segnale accolto con prudente ottimismo dal direttivo, che però sottolinea come alle parole debbano seguire azioni concrete.
“Non possiamo essere ricordati solo in occasione degli incontri istituzionali”, è il messaggio chiaro che arriva dall’Area Urbana 9. I cittadini chiedono rispetto, sicurezza e servizi adeguati, denunciando una situazione che, tra illuminazione carente, mancanza di numeri civici e disservizi diffusi, non è più sostenibile.
Dopo anni di attese e promesse, il territorio chiede un cambio di passo deciso. La sfida per l’amministrazione sarà ora quella di trasformare l’ascolto in interventi tangibili, restituendo dignità a quartieri troppo a lungo lasciati ai margini.
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