Area 1, Tomasi: "Mi contestano perché non ho voluto alimentare critiche strumentali verso l'amministrazione"
Il presidente dimissionario del comitato di quartiere Area 1 Saverio Tomasi prende le distanze dalle forti critiche rivoltegli dal vicepresidente e dai consiglieri del comitato, che vanno verso la sua sfiducia
Gela. "Non ho alimentato nessuna tensione, non sono comportamenti che ho mai assunto". Il presidente dimissionario del comitato di quartiere Area 1 Saverio Tomasi prende le distanze dalle forti critiche rivoltegli dal vicepresidente e dai consiglieri del comitato, che vanno verso la sua sfiducia. Per Tomasi, però, la vera ragione di queste posizioni espresse pubblicamente è un'altra. "Gli atteggiamenti e i comportamenti che mi vengono attribuiti non appartengono alla mia natura né al mio modo di intendere i rapporti umani e istituzionali. Chi mi conosce sa bene quale sia il rispetto che ho sempre riservato agli altri, anche in presenza di opinioni differenti. La verità è molto più semplice di quanto si voglia rappresentare. Il clima di tensione non è stato generato dal sottoscritto, ma è nato nel momento in cui ho manifestato il mio fermo dissenso rispetto alla volontà di alimentare polemiche a mezzo stampa nei confronti dell’Amministrazione comunale. Era questo l’atteggiamento che mi si chiedeva di assumere e al quale mi sono categoricamente opposto. Una posizione che non nasce da alcuna vicinanza o appartenenza politica all’attuale amministrazione, ma esclusivamente dal profondo rispetto che nutro verso le istituzioni e verso chi quotidianamente è chiamato ad amministrare la nostra città. Riconosco al sindaco Terenziano Di Stefano e alla sua amministrazione una grande dedizione al lavoro, pur nella consapevolezza delle enormi difficoltà che stanno affrontando: dal dissesto finanziario del Comune alla carenza di personale, fino alle criticità che interessano la Ghelas e altri settori fondamentali della macchina amministrativa. Questo non significa rinunciare al diritto di critica, che considero sacrosanto, ma distinguere la critica costruttiva dalla polemica fine a sé stessa. I comitati di quartiere dovrebbero rappresentare uno strumento di confronto, proposta e collaborazione nell’interesse dei cittadini, non diventare terreno di contrapposizione politica. Non intendo rispondere alle offese con altre offese, né trascinare questa vicenda in una sterile disputa personale. Ho sempre espresso liberamente le mie idee e continuerò a farlo, senza accettare imposizioni o condizionamenti da parte di nessuno. Sono un uomo libero e tale voglio rimanere. E se il prezzo della mia libertà di pensiero è rinunciare a una carica, sono ben lieto di pagarlo", spiega con una nota.
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